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Banca Popolare di Bari: deliberato il compenso agli amministratori

Dubbi da parte dei lavoratori sull’opportunità della decisione

L’Assemblea ordinaria degli Azionisti di Banca Popolare di Bari S.p.A., svolta ieri 10 dicembre, in unica convocazione ha approvato, con voti favorevoli pari al 96,82 % del capitale sociale, la proposta del Consiglio di Amministrazione riguardo all’unico punto all’Ordine del Giorno “Determinazione del compenso dei componenti del Consiglio di Amministrazione, ivi incluso il limite massimo al compenso degli amministratori investiti di particolari cariche”

“L’Assemblea ha deliberato di determinare, per l’intero periodo di durata della carica di membro del Consiglio di Amministrazione, un compenso fisso annuo in Euro 70.000 per il Presidente del Consiglio di Amministrazione e in Euro 60.000 per ciascun ulteriore membro del Consiglio di Amministrazione, nonché di stabilire che il plafond massimo dei compensi aggiuntivi da destinare agli Amministratori investiti di cariche particolari non possa superare la complessiva remunerazione fissa prevista per tutti i componenti il Consiglio di Amministrazione.”

Insomma, non pare che i compensi siano stratosferici. Tuttavia, in una situazione di disastro economico e finanziario della Banca, un piccolo sacrificio sarebbe stato molto gradito dai lavoratori già eccessivamente tosati e da quella schiera di azionisti già spolpati. Sarebbe stato forse più elegante stabilire un compenso in base al numero di sedute del Cda.

Non ci convince il silenzio sulle retribuzioni dell’amministratore delegato e del direttore finanziario. Sarebbe corretto renderle pubbliche. E sarebbe anche interessante capire che cosa voglia dire, in soldoni, la frase “compensi aggiuntivi da destinare agli Amministratori investiti di cariche particolari”.

Ricordiamo che i lavoratori sono costretti a grandi sacrifici per consentire il rilancio della Banca e questo dovrebbe suggerire maggiori cautele quando si assumono decisioni sui compensi ai vertici.