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Covid-19, perché la Basilicata è ancora in zona arancione?

Bardi rivendica una promozione, ma qualcosa non quadra. Tuttavia, ci dicono fonti interne al ministero, probabilmente entro la fine della prossima settimana, saremo in zona gialla

Sul report nazionale del Ministero della Salute i dati trasferiti dalla Basilicata disegnano una situazione epidemiologica, e non solo, che appare contraddetta dalla realtà.

Prima di tutto l’indicatore 2.6, numero dei casi confermati di infezione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti sul totale dei nuovi casi di infezione confermati.  I dati trasferiti sostengono che per il 100% dei casi positivi è stata svolta regolare indagine epidemiologica, nonostante sia noto che molti positivi non vengono contattati.

Tant’è che i dati relativi all’indicatore 3.6 (Numero di nuovi casi di infezione confermata non associati a catene di trasmissione note) contraddice, almeno in parte, il 2.6 quando si sostiene che in 25 casi non sono note le catene di trasmissione e perciò si segnala una difficoltà nel tracciamento.

L’ indicatore 2.2 (tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi) nel report segnala 6 giorni tra la data inizio sintomi e la diagnosi, tra i più alti in Italia. Però poi l’indicatore 2.3 (tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento) indica zero tempo. Vale a dire che ogni caso sintomatico è stato immediatamente messo in quarantena: dato altamente improbabile.

Queste contraddizioni sono verificabili dagli stessi cittadini, non solo da quelli che in queste settimane hanno coinvolto la stampa per denunciare e segnalare ritardi, inadempienze e disorganizzazione.

Un’altra diciamo stranezza è il numero dei tamponi comunicato nel report quotidiano: perché vengono considerati anche i test ripetuti?

In queste ore molti medici impegnati in prima linea hanno contestato apertamente l’ottimismo di Vito Bardi.

Abbiamo il timore che il pallottoliere del presidente sforni dati in qualche modo forzati nella direzione del colore giallo. E abbiamo anche il timore, conseguentemente, che la comunicazione istituzionale, per come ancora appare, confermi una gestione esclusivamente politica della pandemia.

Tuttavia, al Ministero, dove una fonte interna ci ha confermato queste perplessità, non pare siano preoccupati più di tanto. Quelle contraddizioni tra indicatori sono accettabili, il resto è calcolato da un algoritmo che lavora i dati direttamente inviati dalle Regioni non controllati né controllabili dal Ministero stesso. Questo è un limite, ma tant’è. È molto probabile che entro la fine della prossima settimana la Basilicata sarà zona gialla. Si attende soltanto che alcuni dati con trend rassicurante si consolidino ulteriormente. Ci auguriamo che questo consolidamento si verifichi.

Staremo a vedere.