Covid, al via i tamponi all’Università della Basilicata

Lo screening il 16 e 17 dicembre su base volontaria

Domani e dopodomani (16 e 17 dicembre), l’Asp Basilicata avvierà una campagna di screening, con tamponi antigenici rapidi, sulla comunità accademica dell’Università degli Studi della Basilicata. Sarà sottoposto a test, su base volontaria, il personale tecnico amministrativo, i docenti, gli studenti, i collaboratori e il personale delle ditte esterne che a vario titolo frequentano l’Ateneo lucano. La mappatura, finalizzata a verificare la diffusione del Covid-19 nella comunità universitaria, si svolgerà mercoledì 16 dicembre nel campus di Macchia Romana, a Potenza, e giovedì 17 dicembre nel polo potentino del rione Francioso e a Matera.

“Le operazioni di mappatura epidemiologica in Unibas -spiega il direttore generale dell’Asp, Lorenzo Bochicchio- si collocano nell’ambito di attività più ampie di screening sulle realtà scolastiche della nostra Regione e, più in generale, su fasce della popolazione che, per motivi professionali e sociali, sono più d’altre esposte al rischio di infezione”.  L’Università degli Studi della Basilicata, che occupa un ruolo di primaria importanza nel mondo culturale e formativo regionale, presenta un significativo tasso di mobilità dall’esterno e rende opportune operazioni di sorveglianza sanitaria specifica. La mappatura che avrà inizio domani, unitamente al rigoroso rispetto dei protocolli sanitari, ai quali l’Ateneo ordinariamente attende, potrà concorrere ad assicurare la prosecuzione delle attività didattiche ed amministrative in condizioni di sicurezza”.

“Si rafforza, con questo screening, l’azione dell’Università della Basilicata – ha evidenziato il Rettore Ignazio Mancini – azione sempre finalizzata a consentire lo svolgersi in piena sicurezza delle attività accademiche, attraverso il rispetto delle previste procedure sanitarie e organizzative. La preziosa collaborazione tra Asp e Unibas ci consente di realizzare uno screening rivolto non solo all’intera comunità accademica, ma a tutti coloro che abbiano avuto accesso alle strutture universitarie, ottenendo così un quadro chiaro e attuale della situazione in Ateneo”.