Lavoratori trattati come stracci: con una porta chiusa in faccia il nostro sarà un Natale amaro

I 126 lavoratori della piattaforma ex-Auchan di San Nicola di Melfi, scrivono una lettera aperta e chiedono solidarietà

Riceviamo e pubblichiamo il testo del volantino distribuito in questi giorni

“Siamo persone che, saputo dell’acquisizione di Auchan da parte di Conad, hanno continuato a fare il proprio dovere, fidandosi delle parole di chi ci diceva di stare tranquilli.

Siamo lavoratori che da oltre 10 anni ormai, prima con COOPITAL poi con CISA, hanno dato tanto e ancora hanno da dare.

Siamo i lavoratori che, durante il lockdown, sono stati chiamati per senso di responsabilità a rischiare la propria salute, perché senza di noi i beni essenziali non sarebbero arrivati sugli scaffali dei supermercati.

Nel corso di questi mesi la Società CONAD-MARGHERITA ha cambiato posizione più volte, prima rinviando il problema in quanto la discussione riguardava solo la rete commerciale e non la logistica, poi parlando di un progetto alternativo a medio e lungo termine per San Nicola di Melfi (progetto mai presentato!), alla fine dichiarando il proprio disinteresse verso la nostra piattaforma.

Dopo mesi di incontri interlocutori e rinvii su rinvii, oggi il ringraziamento è una porta chiusa in faccia. Chiusa sul nostro futuro, chiusa su padri e i loro figli, chiusa su ragazzi che si stanno faticosamente costruendo un futuro. Una porta chiusa in faccia a persone che stavano completando il proprio percorso lavorativo e che oggi rischiano seriamente di ritrovarsi senza un impiego e senza una pensione. È una situazione che purtroppo sta incidendo in maniera negativa su un territorio molto vasto, essendoci tra noi lavoratori da tutta la provincia di Potenza, in particolare dal Vulture-Melfese, ma anche dalle vicine province di Foggia BAT.

In una regione in cui i dati di spopolamento sono drammatici, non possiamo permettere che a 126 persone sia sottratto il lavoro. SOTTRATTO. Perché la nostra situazione non è dovuta ad una flessione economica, non è dovuta alla crisi di un settore, la nostra situazione è figlia delle decisioni di qualcuno che ha decretato che la Basilicata è l’anello debole da lasciare abbandonato a se stesso.

Noi dobbiamo impedire che questo accada! E dobbiamo impedirlo perché casi come il nostro non debbano più accadere. Perché a pagarne il prezzo non deve essere sempre il Sud, non deve essere sempre la Basilicata, a pagare il prezzo non devono essere sempre i LAVORATORI. Con ‘aiuto delle sigle Sindacali la nostra è diventata una vertenza nazionale che nelle prossime settimane arriverà sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico.

Chiediamo alle Istituzioni di fare tutto ciò che è possibile nelle sedi opportune per far sì che 126 posti di lavoro non vadano in fumo.

Chiediamo alle Comunità a cui apparteniamo la solidarietà e l’appoggio per le nostre iniziative future.

E allora Buon Natale, il nostro Natale non può che essere amaro.”