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L’Italia può ripartire, insieme, solo dal Mezzogiorno

Il piano di rilancio del Movimento Equità Territoriale

Di seguito la nota del Movimento Equità territoriale sul piano di rilancio dell’Italia.

“Uno studio poderoso di 300 pagine, condotto dal M24A-ET, su come far ripartire il Sud, le Isole e le Aree Interne eliminando il divario socioeconomico con l’utilizzo corretto dei fondi del Recovery Fund che spettano al Mezzogiorno e alle aree interne, ovvero il 70% dei 209 mld di euro destinati all’Italia dall’accordo UE come afferma M24A-ET da fine luglio scorso.

L’accordo europeo ha tenuto conto, nella ripartizione dei fondi tra gli Stati, di tre criteri: la popolazione residente, l’inverso del Pil procapite e la media degli ultimi 5 anni del tasso di disoccupazione, allo scopo di far crescere le aree svantaggiate per metterle alla pari con il resto dello stato membro e della media UE27; tra queste il Mezzogiorno ne è esempio emblematico nell’Unione Europea in quanto l’Italia ha il maggior divario interno tra territori.

Tuttavia, il governo italiano, sulla scia di quelli precedenti, finge di non capire, non vuole applicare i criteri dell’UE ed ipotizza, scrivendolo, di destinare al Mezzogiorno solo il 34% dei 209 miliardi, ovvero la metà di quanto gli spetta. Ancora una volta per favorire il divario anziché ridurlo con la cosiddetta locomotiva d’Italia, ovvero il Nord, una locomotiva malfunzionante che fa crescere, da oltre 20 anni, l’Italia al minimo in Europa.

Una visione cieca ed egoistica che, in nome del tutto e subito, non considera che solo la ripartenza dal Mezzogiorno, devastato da decenni di ridotti investimenti, può ripartire l’intero Paese, grazie alla spinta della locomotiva meridionale, dell’interdipendenza economica e della rinnovata attenzione della UE27.

Una battaglia, quella del M24A-ET, condivisa da molti economisti e politici, non solo per ragioni di equità e giustizia ma per applicare una legge elementare dell’economia: è nelle aree più svantaggiate che vi sono i margini maggiori di crescita e sviluppo, crescita che può far risalire l’intero Paese.

I punti fermi per far ripartire il Mezzogiorno e le aree interne sono quelli elencati dal Recovery Plan, a partire dalla coesione sociale e territoriale, da raggiungere azzerando l’iniquità di investimenti infrastrutturali, che da sempre penalizza il Sud, le Isole e le aree interne: ferrovie e servizi ad alta velocità vera, comprensivi del ponte sullo Stretto di Messina, porti, aeroporti, strade e quant’altro possa favorire la mobilità di uomini e di merci, creando uno scambio economico virtuoso che blocchi l’insostenibile impoverimento e spopolamento delle aree interne, applicando un differente modello di sviluppo che miri alla loro rinascita.

Un nuovo green deal che favorisca la crescita di sistemi alimentari a misura d’uomo. Ciò nell’ottica della green economy, l’economia verde e compatibile che salvaguardi il territorio ed il patrimonio artistico e ambientale, nonché quello della salute pubblica, messa a dura prova nel Mezzogiorno con l’inquinamento da rifiuti d’importazione e dall’iniquità di investimenti in campo sanitario, iniquità che riduce la vita media di un cittadino meridionale di tre anni rispetto a uno del Nord.

Ancora, l’efficientamento della pubblica amministrazione, riforme del mercato del lavoro, il rafforzamento e la maggiore connessione del settore ricerca ed università al sistema produttivo, nel rispetto della digitalizzazione invocata dal Recovery plan, sono elementi indispensabile per il buon funzionamento della macchina amministrativa. Punti fermi messi nero su bianco in uno studio articolato e professionale con progetti realizzabili in ogni campo, elaborato da decine di specialisti.

La presentazione del piano di rilancio del Mezzogiorno e delle Aree Interne, come proposta del M24A-ET alla redazione del Next Generation Italia, si terrà, in modalità videoconferenza, il prossimo mercoledì 30 dicembre alle ore 11.00 in diretta su Sharing TV canale 154, sulla sua pagina fb e su quella nazionale del M24A-ET.

Movimento Equità territoriale

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