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Natale col Covid: viaggio nel presepe vivente che non c’è foto

Barile (Potenza): nel 2020 la Betlemme lucana è triste e deserta, ma vince la speranza

Mentre iniziamo il percorso del Parco urbano delle cantine, colpisce la colonna di luci che illumina ed esalta 3 affreschi, collocati proprio sopra la fontana del Palazzo Caracciolo. Li ha dipinti a mano Salvatore Malvasi, stimato artista di Barile e presidente dell’associazione Restart. Rappresentano Bacco, Dioniso e Madre Terra. Il colpo d’occhio è incantevole e proprio 50 metri più sotto, come sempre accaduto negli ultimi 10 anni, sarebbe dovuto partire in questi giorni il presepe vivente con 100 figuranti, realizzato da diverse associazioni tra cui RestArt, Torymus, in collaborazione con Pro Loco e Comune di Barile. Un evento che iniziava subito dopo Natale e finiva sotto l’Epifania. Quest’anno, invece, causa covid, tutto sospeso. Dalla proiezione di luce sulla collinetta adiacente, che deliziavano lo sguardo dei passanti, negli scorsi anni, al semibuio attuale.

“La nostra Betlemme: speriamo di riviverla il prossimo anno” Con Angela, dell’associazione Torymus, proviamo a percorrere il presepe vivente che non c’è. Un ‘set’ che si snoda su tre livelli di cantine, a scendere, partendo dalla scena del Censimento, più in alto, passando per Palazzo di Erode, Annunciazione, Chiamata dei pastori, Tempio degli Scriba, Visita di Maria alla cugina, Viaggio verso Betlemme, per finire con la Natività, più in basso. Un susseguirsi di grotte che si estendono per oltre un chilometro e che rappresentano il cuore vivo del Parco urbano. “Se Matera per Pasolini era Nazareth – sottolinea Angela – Barile era Betlemme”. Già, fu qui che il regista volle girare la Natività nel Vangelo secondo Matteo. E il legame è forte e sentito. “Ogni anno partivamo da fine ottobre per organizzare il presepe vivente”, tiene a precisare Angela, mentre ci addentriamo nel chilometro della ‘Betlemme’ lucana. “Con Salvatore, Giovina e gli altri amici c’era grande condivisione e passione”, prosegue. Ci mostra tutte le foto degli scorsi anni. La pioggia di figuranti. Gli abbracci, i sorrisi e le lacrime. “Alla Grotta della Natività – sottolinea – alcune signore di Barile piangevano tanto che si immedesimavano nella scena”. Mentre parla si interrompe di colpo e per alcuni minuti è assorta nei ricordi. “Quest’anno tanta nostalgia – riprende a raccontare – Sia per Cantinando che non abbiamo potuto fare in estate, sia per il presepe vivente saltato a Natale. Era il momento in cui riabbracciavamo tutti i nostri amici e fratelli che vivono e lavorano fuori regione”. La partecipazione (venuta a mancare) è un collante antropologico imprescindibile per questa antica comunità di origine arbereshe. “Non ci resta che vivere un Natale in casa, ancorati nei valori forti della famiglia, e con la speranza di poterci rifare nel 2021”, conclude Angela.

Brindisi alla cantina di Pinuccio Mentre scendiamo nel Parco delle Cantine si fa incontro Pinuccio. Non avevamo alcun appuntamento. È lì perché sta facendo dei lavori di restyling alla sua cantina con cunicoli sotterranei che si estendono per oltre 50 metri. Siamo nelle viscere del Parco. Ci porta all’interno. Scorre acqua nelle grotte e “bisogna intervenire”, ci dice. Il tempo di uscire all’esterno e lui, indovinando con precisione matematica la botte più adatta al contesto, ha già riempito i calici di moscato. Sublime. “Serve da augurio”, afferma, mostrando il sorriso di chi il vino lo produce da sé. D’altronde gli anni scorsi proprio qui “le massaie” friggevano “le pettole” al presepe vivente. E il moscato sposa alla perfezione. Pochi minuti e Pinuccio corre via, alle prese con le faccende prenatalizie. Alla domanda su come stia vivendo questo strano momento, non ha esitazioni: “E’ un Natale spettrale”, taglia corto. E mentre risaliamo i tre livelli per raggiungere il parcheggio, situato sopra piazza Pasolini, sono le sue parole a risuonare forti. Salendo è tutto buio. Solo pietra e roccia. Terra ed erba. E la staccionata a disegnare la via. È un Natale di sensazioni e di ricordi qui a Barile. Il presepe è ‘vivente’ solo nelle foto. E nella fervida memoria popolare.

Angoli del presepe vivente che non c’è

Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è

Momenti di quando il presepe vivente c’era

Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è
Il presepe che non c'è

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