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Screening oncologici fermi in Basilicata, la società incaricata ora chiede i danni

Filcams e Uiltucs: situazione paradossale causata dall'immobilismo e l'incapacità delle istituzioni competenti

La società Fora, incaricata di effettuare gli screening oncologici in Basilicata e ferma per le attività relative alla prevenzione per colon retto e cervico uterino dal lockdown deciso durante la prima ondata della pandemia, chiede i risarcimenti per lo stop a cui, dice, di essere stata costretta. A ciò aggiunge di ritenersi estranea alle responsabilità relative alla mancata prevenzione ed alle sue possibili conseguenze sulla salute dei cittadini che non hanno potuto sottoporsi ai controlli.

A darne notizia il segretario di Filcams Cgil Potenza Michele Sannazzaro ed il segretario della Uiltucs Donato Rosa che sottolineano come per i cittadini lucani “continui ancora a piovere sul bagnato. È una situazione paradossale che mette tragicamente in risalto l’immobilismo decisionale, l’incapacità organizzativa ed una certa superficialità delle istituzioni preposte a risolvere la questione.

Nella lettera che i legali di Fora ci hanno inviato per conoscenza viene fuori una triste realtà. Ricordiamo che con la necessità di adottare misure di prevenzione per contrastare il diffondersi del Covid 19 la società Fora aveva chiesto una somma aggiuntiva per sanificazione e pre triage ma la Regione Basilicata aveva risposto di no e che sarebbe stata lei a mettere Fora nelle condizioni di proseguire gli screening nel rispetto delle regole anticontagio. I fatti, però, dicono altro ed ora i lucani rischiano di dover pagare due volte errori che non sono certo dipesi da loro ma da chi li governa e dalle istituzioni che loro pagano, attraverso le tasse, per avere servizi necessari al rispetto di diritti fondamentali come quello alla salute”.

Da maggio, ricordano i segretari di Filcams e Uiltucs, sono stati richiesti ed organizzati in Regione incontri con i rappresentanti delle aziende sanitarie locali e la società Fora ma nessuno di questi è stato risolutivo.

“Abbiamo assistito e, purtroppo ancora oggi, assistiamo ad un rimpallo di responsabilità senza fine a cui, forse, la lettere inviata dai legali di Fora all’Irccs Crob metterà un punto.

Nella lettera degli avvocati di Fora si ricordano le innumerevoli richieste ed i confronti ai tavoli istituzionali che, ad oggi, non hanno portato alla ripartenza di tutte le attività di screening. La società sottolinea come la ripresa delle attività sia stata autorizzata da una delibera regionale ma che, di fatto, dal mese di maggio nulla è cambiato.

Fora -continuano Sannazzaro e Rosa- non va per il sottile ed evidenzia che il Crob non ha provveduto a metterle a disposizione i locali idonei a svolgere gli esami in questione. La società, per questo, annuncia di voler quantificare e quindi richiedere il risarcimento dei danni subiti da maggio a novembre 2020 sottolineando di non ritenersi responsabile del possibile danno, non meno importante, alla salute dei cittadini. La lettere si conclude con un rinnovato invito a dare attuazione alle richieste della società per consentirle di riprendere tutte le attività di screening”.