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Non aprite le scuole, gruppo di genitori di Policoro scrive al sindaco e a Bardi: si continui con la Dad

In attesa di un generale miglioramento chiedono di poter continuare con le lezioni a distanza

Di seguito la lettera che un gruppo di genitori di Policoro ha inviato al sindaco della città e al presidente Bardi per chiedere che le scuole rimangano chiuse ancora un po’ in attesa che ci sia un miglioramento sul fronte dei contagi covid.

Di seguito il testo

Egregio sindaco Mascia, siamo un gruppo di genitori di Policoro, che sente la necessità di esprimere la propria opinione riguardo l’eventuale riapertura della didattica in presenza. Secondo le ultime notizie, il Tar della Regione Basilicata si dovrebbe esprimere entro il 2 dicembre sulla correttezza dell’ordinanza n 44 emessa dal presidente Bardi riguardante l’attuale chiusura degli edifici scolastici agli studenti di ogni ordine e grado. Siamo estremamente preoccupati per l’attuale andamento dell’epidemia da Covid 19 in Basilicata e in particolare nel comune di Policoro dove, contrariamente al resto della nazione, si stanno registrando numeri sempre in crescita e senza precedenti.

Vogliamo inoltre evidenziare che il tessuto sociale del nostro Comune è, per sua natura, strutturato in maniera tale che la scuola risulti l’unico rilevante nodo di assembramento che desta molta preoccupazione. Nei nostri istituti scolastici avviene la mescolanza di una variegata popolazione non solo di Policoro ma anche dei paesi limitrofi e, in riferimento ai dati fornitici dalla regione, emerge che la maggior parte dei contagi hanno origine e diffusione all’interno dei nuclei famigliari: va da se che la scuola rappresenti il luogo cruciale in cui questi contagi si veicolano in maniera silente, vista la modalità con cui i ragazzi/bambini di tutte le scuole diffondono la malattia, essendo spesso asintomatici o paucisintomatici.

La nostra Ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, continua ad affermare che le scuole siano il luogo più sicuro, senza considerare le evidenti differenze dei nostri edifici scolastici rispetto a quelli esteri. Conosciamo bene le nostre realtà, le aule piccole e spesso arrangiate per l’emergenza in atto, costringono i nostri ragazzi a trascorrere dalle cinque alle otto ore giornaliere con le finestre aperte per garantire l’areazione; andando incontro all’inverno questo comporterà raffreddamenti che a sua volta possono facilmente essere confusi con il Covid e fare andare in tilt il carente sistema di tracciamento a tutt’oggi in difficoltà.

Converrà con noi che i principi della Costituzione ritengono che il diritto alla salute venga prima del diritto allo studio, in questa condizione emergenziale riteniamo che tenere a casa i nostri figli garantisce una sicurezza per loro, per le famiglie e quindi per l’intera comunità. D’altra parte con la DAD tuteliamo anche il diritto allo studio, sicuramente non al 100%, ma crediamo che di fronte alla salute, sacrificare quella percentuale mancante, che oltretutto si limiterà al periodo necessario a far abbassare i contagi, assume un valore inestimabile. Pertanto riteniamo che, dopo tutti gli sforzi fatti in questo periodo, sarebbe irragionevole far rientrare gli studenti e il personale addetto negli istituti scolastici e chiediamo di continuare a collaborare con la DAD, come fatto finora, auspicando un miglioramento generale della curva epidemiologica dopo le festività. Nel ringraziarla per la sua attenzione e certi di un suo gentile riscontro le auguriamo buon lavoro.

Un gruppo di Genitori

Lettera firmata