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Basilicata dietro le quinte: i medici del Consorzio di Bonifica

Il Consorzio di Bonifica della Basilicata non finisce mai di stupire, anche con gli affidamenti degli incarichi di sorveglianza sanitaria degli addetti impiegati nei cantieri di forestazione

In un’interrogazione del M5S in Consiglio regionale è stato chiesto al Presidente e alla Giunta regionale se ritenessero rispettoso del vigente quadro normativo in materia di sicurezza sul lavoro (D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i.) la nomina effettuata solo in data 21 febbraio 2020, da parte dall’Amministratore Unico del Consorzio di Bonifica della Basilicata, del medico competente per la valutazione dei rischi e della sorveglianza sanitaria dei 3.719 addetti impiegati nei cantieri di forestazione avviati dal 10 giugno 2019 e chiusi al 31 dicembre 2019.

In attesa che si esprima in modo chiaro la Regione Basilicata, ci siamo incuriositi e abbiamo ricostruito la vicenda di quella nomina.

 Gli affidamenti “ora per allora”

Nel ricostruire l’accaduto abbiamo accertato che con tre delibere dell’Amministratore Unico, le numero 124, 125 e 126 del 21 febbraio 2020 il Consorzio di Bonifica ha affidato direttamente ai sensi degli articoli 35 e 36 del D.lgs. n. 50/2016, “ora per allora”, ben tre incarichi di medico competente ad altrettanti professionisti per la valutazione dei rischi e della sorveglianza sanitaria dei 3.719 addetti impiegati nei cantieri di forestazione avviati dal 10 giugno 2019 e chiusi al 31 dicembre 2019.

Gli importi degli affidamenti ammontano ad euro 41.421,00, euro 24.789,00 ed euro 33.383,42. L’importo totale dei tre affidamenti diretti ammonta ad € 99.593,42.

Scopriamo poi che gli stessi tre medici avevano già ricevuto il medesimo incarico di medico competente per la sorveglianza sanitaria degli addetti impiegati nei cantieri di forestazione già per l’anno 2018.

Infine con le delibere numero 360, 362 e 363 del 27 maggio 2020 il Consorzio di Bonifica ha affidato direttamente l’incarico per il servizio di medico competente per gli addetti appartenenti alla platea unica del settore idraulico-forestale, per l’attività da esercitarsi nell’annualità 2020 agli stessi tre professionisti medici ai quali era già stato affidato il servizio nelle annualità 2018 e 2019, quindi per il terzo anno consecutivo

Quindi come nel caso degli avvocati anche per i medici, il Consorzio di Bonifica affida ad una ristretta cerchia di tre professionisti a cui sistematicamente, ed ormai da più anni, anche ora per allora, l’incarico per la valutazione dei rischi e della sorveglianza sanitaria degli addetti impiegati nei cantieri di forestazione.

Il frazionamento degli affidamenti

 Il Consorzio, anziché ricorrere a un’evidenza pubblica per l’aggiudicazione di numero tre lotti del servizio di medico competente e per l’importo a base d’asta corrispondente alla somma degli importi dei tre affidamenti diretti, spacchetta l’importo. Ci pare che in tal modo abbia violato quanto previsto dalla normativa in materia appalti, procedendo ad affidare direttamente gli incarichi a tre diversi professionisti, affidamenti che per l’anno 2019 sono stati formalizzato il 21 febbraio 2020 ora per allora.

 La violazione del principio di rotazione degli appalti

Saremmo anche in presenza di una evidente violazione del principio di rotazione negli appalti.

La rotazione è il principio che costituisce il necessario contrappeso alla notevole discrezionalità riconosciuta all’amministrazione nel decidere gli operatori economici a cui affidare direttamente appalti o da invitare in caso di procedura negoziata ed ha l’obiettivo di evitare la formazione di rendite di posizione e persegue l’effettiva concorrenza, poiché consente la turnazione tra i diversi operatori nella realizzazione del servizio, consentendo all’amministrazione di cambiare per ottenere un servizio sempre migliore.

Tutti gli affidamenti per l’espletamento dell’incarico di medico competente si sono ripetuti nel 2020 a favore degli stessi tre professionisti che già avevano svolto lo stesso incarico nei due anni precedenti e questo avrebbe comportato la evidente violazione del Codice degli appalti che impone agli Enti appaltanti il rispetto del “principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti” nell’ambito dei contratti sotto soglia.

Ma la Regione, a cui competono precisi obblighi di controllo e vigilanza sulle attività del Consorzio di Bonifica, soprattutto quando si tratta di gestione di una massa enorme di soldi pubblici come la forestazione, che fa, si distrae, oppure è complice?