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Basilicata. L’offensiva degli speculatori e le pressioni sulla politica

Eolico selvaggio e speculativo: affaristi, giornali, studi di ingegneria, procacciatori, mediatori, funzionari pubblici, banche alleati nella guerra per la conquista totale del patrimonio pubblico con lo scopo di accrescere il loro patrimonio privato

È in atto, in Basilicata, una massiccia offensiva dei signori dell’eolico e del fotovoltaico a carattere selvaggio e speculativo, con lo scopo di sconfiggere definitivamente ogni forma di dissenso civile nei confronti del loro business e qualsiasi tentativo politico di introdurre regole che “penalizzino” i loro spazi di manovra. Vogliono distruggere il patrimonio pubblico per accrescere il loro patrimonio privato.

La strategia “militare” prevede l’uso di mezzi di informazione, ricorsi legali al Tribunale amministrativo, pressioni su politici e istituzioni, querele nei confronti di giornalisti e giornali non allineati, rinforzo delle vecchie alleanze con i funzionari pubblici e nuovi accordi sottobanco anche con uomini politici. Infine il solito ricatto economico nei confronti dei Comuni. Una coalizione ampia di affaristi che a tutti i costi deve salvaguardare impianti già realizzati o in via di realizzazione, autorizzati e in corso di autorizzazione.

Quanti sono gli impianti

Gli impianti eolici già autorizzati fino ad oggi sono 56, di cui 26 non ancora in esercizio, per complessivi 1328, 95 MW, mentre le istanze in corso di autorizzazione sono 108, per 1581,3 MW. Nel caso tutte le istanze in corso venissero autorizzate raggiungeremmo un livello di produzione pari a 2910,25 MW. L’obiettivo del Piear – Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale – Basilicata è di 1471,5 MW.

Gli impianti fotovoltaici già autorizzati fino ad oggi sono 20 per complessivi 72,511 MW, mentre le istanze di autorizzazione sono 71 per complessivi 950, 89 MW. Nel caso tutte le istane venissero autorizzate la produzione complessiva sarebbe di 1023,401 MW. L’obiettivo del Piear è di 538,5 MW.

Chi sono i protagonisti

A parte gli impianti di alcune aziende, funzionali alle attività dell’impresa, vale a dire quelli non selvaggi e non speculativi, sono molte le Società che compaiono nell’elenco e che sono vecchie conoscenze del nostro giornale e protagoniste delle nostre inchieste.

Le Tabelle allegate (Fonte dati Regione Basilicata), forniscono un quadro più dettagliato della situazione. Le società affamate di territorio e dunque di soldi sono decine e decine, molte di loro collegate come scatole cinesi, e comunque sempre le stesse. Intorno a loro, piccole imprese esecutrici, banche e altre società finanziarie, procacciatori di affari, mediatori, studi di ingegneria anche legati a uomini politici, funzionari pubblici a livello regionale e comunale.

Alcune di quelle Società interessate all’affare “energia pulita”, sono riconducibili all’editore Donato Macchia ed ai suoi “accompagnatori”.

 L’attacco all’Ager Venusinus: patrimonio archeologico e paesaggistico 

Circa una decina di società eoliche hanno presentato al Tar ricorsi contro il Piano Paesaggistico lucano con cui si convalida l’istruttoria dell’area di interesse archeologico e paesaggistico dell’Ager Venusinus, estesa sulla Basilicata nord orientale. Lor signori attraverso giornali compiacenti insistono: con l’ampliamento del vincolo paesaggistico del territorio dell’Ager Venusinus si ferma lo sviluppo. La verità è che si fermano i loro affari.

Il territorio situato a Nord della colonia latina di Venusia, tra le colline venosine e la valle dell’Ofanto – appunto l’Ager Venusinus – è una zona di elevato interesse paesaggistico e archeologico. E i signori del “vento e del sole” vorrebbero continuare a violentarla, occuparla, dominarla, come hanno già fatto, tanto per rimanere da quelle parti, a Lavello, Venosa, Ginestra, Melfi, oltre che in tutta la regione. Non si fermano neanche davanti alle evidenze. Ricorsi contro il Ministero delle attività culturali, contro la Sovrintendenza, contro la Regione, contro i Comuni.

Nel gruppo di comando di questi signori ormai coalizzati in un percorso strategico tra loro condiviso, c’è anche l’editore di un giornale che ogni giorno attacca chi si oppone al loro disegno. Guarda caso quell’editore è uno dei maggiori affaristi del settore eolico-fotovoltaico: Donato Macchia. E non è un caso se il suo giornale e la sua Tv quasi ogni giorno lanciano accuse contro l’assessore regionale all’Ambiente o contro altri esponenti politici, colpevoli di ostacolare i loro affari privati, a vantaggio degli interessi generali. Macchia, con la sua nuova CM Wind S.r.l. ha presentato ricorso fotocopia al Tar insieme alle altre Società.

Vogliono decidere loro se una zona della Basilicata debba essere o meno di interesse paesaggistico e archeologico. Siamo arrivati a questo punto.

Un’occhiata alla nuova creatura dell’editore-affarista Donato Macchia

La CM Wind S.r.l., nasce il 4 aprile 2019, con un capitale sociale di 10mila euro, per realizzare l’ennesimo parco eolico speculativo che prevede un impianto costituito da sei aerogeneratori (per una potenza complessiva di 30MW) in un’area tra il comune di Venosa e quello di Maschito in località la Manorella.  Siamo in piena zona Ager Venusinus, e non solo con questo impianto.

Chi è il proprietario della Cm Wind? La Idoka Group S.r.l. sempre di Macchia, chi è l’amministratore unico della CM Wind? Un’altra Società, sì l’amministratore non è una persona fisica ma una S.r.l.: la Ministra S.r.l. Chi è il proprietario della Ministra S.r.l.? Agebas S.r.l. di Donato Macchia. Chi è l’amministratore unico di Ministra S.r.l.? Donato Macchia. Quando nasce la Ministra S.r.l.? Il 27 settembre 2019. Le sedi? Tutte a Via della Tecnica 18 a Potenza.

E come mai amministratore unico della CM Wind, anziché una persona fisica è un’altra Società? Semplice, per limitare ulteriormente le responsabilità di chi muove i fili e, soprattutto, perché ci sono di mezzo delle Fiduciarie. Insomma un bel lavoro di ingegneria societaria e finanziaria, di cui Macchia e i suoi amici sono espertissimi. Fare soldi senza assumere alcun rischio finanziario, creando società ad hoc con un misero capitale sociale.

 Donato Macchia e il suo attuale labirinto di società in cui assume cariche

cariche macchia
cariche macchia
cariche macchia

Conclusioni provvisorie

L’editore-imprenditore Donato Macchia è ormai nel settore dell’eolico da 20 anni e più di recente anche in quello del fotovoltaico. È l’esempio, il più significativo in Basilicata, di un uso strumentale dei mezzi di informazione.

Sarebbe il caso che i decisori politici tolgano ogni dubbio di cedimento a pressioni mediatiche, e non solo, dando un taglio netto, sia a livello normativo, sia con efficaci azioni di contrasto all’offensiva in atto da parte dei signori dell’eolico-fotovoltaico selvaggio e speculativo. L’assessore Gianni Rosa e gli esponenti di tutti i partiti che intendano lealmente, e con estrema trasparenza, tutelare il patrimonio pubblico dall’assalto di questi signori, sappiano che avranno al loro fianco la stampa libera, le associazioni e i comitati di cittadini che combattono, seppure con scarsi mezzi, questa battaglia di civiltà.

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