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Consorzio di Bonifica e lavori “Distretto G”: Salvatore Margiotta, i soldi e i suoi amici

“I progettisti d’oro”. Il sodalizio tra il senatore, Marcello Pittella, Gerardo Marotta, Giuseppe Musacchio e gli altri. Quarta puntata dell'inchiesta

Eravamo rimasti ai fatti accaduti nel Natale 2013 e, soprattutto, al de-finanziamento del progetto “Distretto G” avvenuto per decreto-legge del 23 dicembre ed al fatto che, nonostante la irrealizzabilità dell’opera, il Commissario del Consorzio Vulture Alto Bradano, Carmen Santoro, con modalità contorte e poco ortodosse, ha provveduto alla inutile nomina della Commissione di gara per l’aggiudicazione dei suddetti lavori. Per chi si è perso le altre puntate: qui la prima, qui la seconda, qui la terza.

Ma, come spesso sembra accadere in quel Consorzio, i progetti in realtà non sono mai predisposti dalla struttura “interna” bensì da amici progettisti “esterni”, benché il “personale interno” beneficiasse comunque degli incentivi alla realizzazione dei lavori pubblici, e così è accaduto anche per i lavori del Distretto G.

Infatti, con la Convenzione del 9.12.2003 viene affidato alla Società Hydro-Engeenering l’incarico di Consulenza alla progettazione delle “opere di completamento del territorio irriguo sotteso dalle dighe di Acerenza e di Genzano – distretto G – schema idrico Basento -Bradano”.

E chi sono gli ingegneri che costituiscono ad hoc quella Società? Lo leggiamo nella delibera commissariale di liquidazione del 15 settembre 2014: Salvatore Margiotta, senatore oggi sottosegretario Pd alle infrastrutture del governo Conte, Enrico Gerardo Marotta, allora e oggi direttore generale di Acquedotto Lucano S.p.A., Egidio Giorgio, ex consigliere di Forza Italia al Comune di Melfi, Antonio Bisceglia, Pd. Per la precisione, dai documenti ufficiali non si capisce bene se Marotta fosse o meno dentro la Società o se lo fosse anche Bisceglia, su questo punto emergono contraddizioni. Ad ogni modo non cambia la sostanza, i quattro sono in Gruppo.

Per la verità un nostro lettore, evidentemente informato, ci ha precisato che “il progetto era una riedizione per l’aggiornamento all’attualità, di alcuni progetti già redatti, a livello definitivo o esecutivo, dal Consorzio di bonifica Bradano-Metaponto in cui le aree irrigue ricadevano prima della nascita del Consorzio Vulture Alto Bradano. Questa precisazione fa meglio rilevare che forse la necessità di un affidamento all’esterno della revisione del progetto sia stata una forzatura non necessaria e perciò oltremodo dispendiosa per le casse pubbliche visto che l’operazione è costata complessivamente circa 900mila euro.

La convenzione tra Regione e Consorzio

La convenzione avente ad oggetto l’affidamento al Consorzio di Bonifica Vulture Alto-Bradano delle funzioni e delle attività di stazione appaltante per l’attuazione dell’intervento denominato “Completamento dello schema idrico Basento – Bradano – Attrezzamento Settore G”, è sottoscritta in data 19 maggio 2009 da Vito De Filippo, in qualità di presidente pro-tempore della Regione Basilicata e da Nicola Rocco Barbangelo, in qualità di presidente pro-tempore del Consorzio di Bonifica Vulture Alto-Bradano.

La determinazione dirigenziale di liquidazione alla Stazione Appaltante Consorzio di Bonifica Vulture Alto – Bradano del saldo delle spese sostenute in fase di progettazione è del 12 giugno 2013, ma gli accrediti avvengono a partire dal 31 dicembre, Pittella presidente.

L’accordo prevedeva che ai progettisti “si riconosce un compenso di € 95.000,00 oltre oneri accessori (già liquidati e pagati con delibera n. 633 dello 1.12.2004) e si subordina il pagamento dei restanti 585.000 oltre oneri all’ammissione a finanziamento del progetto ed all’accredito e alla materiale erogazione dello stesso finanziamento “.

Secondo la convenzione in esame, essendo venuto meno, al 23 dicembre 2013, il finanziamento dell’opera, i “consulenti-progettisti”, capeggiati dall’onorevole Salvatore Margiotta, non avrebbero dovuto essere ristorati del loro impegno per la parte subordinata al finanziamento ed alla materiale erogazione dello stesso che risultava pari ad € 742.053,31.

Ma questa storia lucana è l’ennesima dimostrazione di come i vincoli di amicizia siano più forti delle norme di legge e perciò accade che la Regione Basilicata dell’allora presidente Pittella , nonostante il progetto fosse stato de-finanziato, provvede ugualmente a trasferire al Consorzio somme consistenti per procedere al pagamento delle parcelle alla Società Hydro-Engeenering, ovvero agli ingegneri. Questo avviene attraverso 3 accrediti a favore del Consorzio destinati al pagamento dei progettisti, nonostante il progetto fosse stato de-finanziato e dunque vanificato il pagamento delle parcelle. Il primo versamento di euro 300mila, il giorno 31 dicembre 2013, in concomitanza con l’approvazione della inutile delibera di nomina della Commissione di gara (vedi puntate precedenti); il secondo, a circa dieci giorni dall’insediamento del nuovo Commissario, Giuseppe Musacchio, il 14 aprile 2014, di euro 222.615,00; l’ultima terza tranche, in data 30 giugno 2014 di euro 219.438,31. Totale euro 742.053,31. A quelle date, il progetto era ancora de-finanziato.

Purtroppo va evidenziato con amarezza, a parte quanto già detto,  il fatto che il Consorzio, alla data dei sostanziosi  trasferimenti a favore dei progettisti, non provvedeva da mesi al pagamento delle retribuzioni ai dipendenti né onorava i pagamenti a favore dei fornitori che consentivano il funzionamento della struttura consortile così determinando  problemi organizzativi nelle attività primarie a cui il Consorzio doveva fare fronte quali, soprattutto, quelle che riguardavano la imminente stagione irrigua.

I progettisti bisogna pagarli e basta

Con decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014, l’opera viene rifinanziata. Tuttavia, le fatture pro-forma dei 4 beneficiari degli accrediti sono tutte datate 1 settembre 2014, undici giorni prima del decreto. La liquidazione delle somme è tempestiva: accredito sui conti correnti dei 4 beneficiari il 15 settembre 2014, cinque giorni dopo l’acquisizione al protocollo delle fatture.

Dunque, anche le fatture pro-forma sono datate quando il progetto è ancora de-finanziato e ci risulta che la delibera di liquidazione era già pronta prima del 15 settembre. Il 12 settembre data del decreto è venerdì, il 15 settembre, data della delibera di liquidazione, è lunedì. Le motivazioni a sostegno del pagamento dei progettisti, infatti, non riguardano il rifinanziamento dell’opera. Il Commissario Musacchio motiva la liquidazione ponendo a presupposto una bizantina argomentazione secondo la quale il pagamento ai progettisti deve essere effettuato perché questi ultimi sono vittime di un comportamento in mala fede del contraente Consorzio di bonifica. In buona sostanza Musacchio, per giustificare il pagamento, secondo l’obiettivo pianificato con il trasferimento anticipato delle somme da parte della Regione di Pittella, riconosce “il torto in capo al Consorzio” di non avere operato in buona fede nel rapporto contrattuale con gli stessi progettisti ma, non precisa a quali fatti vada attribuita la mala fede. E, poiché il Consorzio agisce attraverso le persone che lo hanno amministrato, Musacchio avrebbe dovuto specificare quali, tra gli amministratori, abbiano posto in essere comportamenti “in mala fede”. Qui la delibera di liquidazione con le fatture pro-forma

A questo punto alcune domande: l’Amministrazione Pittella come ha potuto liquidare somme a favore dei progettisti se la “consulenza” doveva essere pagato solo in presenza dell’effettivo trasferimento del finanziamento (che, ad oggi, nemmeno pare essere avvenuto concretamente), che prima della liquidazione, il 23 dicembre era già stato revocato? È stata fatta una gara per selezionare quei progettisti? Se non è stata utilizzata una procedura di evidenza pubblica, con quali criteri e ragioni “superiori” sono stati affidati quegli incarichi?

A proposito di malafede

Era per caso in malafede il dirigente del settore Contratti e Appalti del Consorzio quando manifestava perplessità e contrarietà al bando di gara per l’affidamento dei lavori dell’opera? Il dirigente contesta che il bando preconfezionato da un consulente esterno al Consorzio, Aniello Vietro, allora dirigente generale della Regione, insieme al direttore dei lavori, prevede la selezione dei concorrenti a mezzo valutazione per offerta economicamente più vantaggiosa. È in malafede il dirigente che contesta la delibera di indizione della gara adottata come se fosse stata proposta dalla direzione amministrativa settore “appalti”, benché confezionata dal Consulente esterno, e quindi senza la firma per il parere obbligatorio del direttore amministrativo? Crediamo di no. Anzi, non solo è in buona fede, ma fa gli interessi della dell’Ente per cui lavora. Eppure, dopo quelle contestazioni, il dirigente del Consorzio è stato tagliato fuori da ogni forma di collaborazione. E che dire della dirigente tecnico del Consorzio che, tra l’altro, pare essere stata, prima dell’assunzione per chiamata diretta nel novembre 1995, dipendente della impresa concorrente classificata seconda? Qui la lettera di contestazione del dirigente

 

A proposito di consulenze esterne: la Corte dei conti

I “consulenti”, proprio in quel periodo, crediamo abbiamo avuto notizie certe circa l’interessamento della Procura della Corte dei conti di Basilicata sulle modalità del loro reclutamento al Consorzio. Con nota del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Potenza prot.36632/14 del 6 giugno 2014 viene aperto un fascicolo per “accertamento di danno erariale” contrassegnato dal n. 44/12/RCC con la quale le Fiamme Gialle, a fini istruttori, chiede chiarimenti su ben 21 delibere con le quali gli amministratori del Consorzio avevano conferito incarichi di consulenza (presuntivamente sostitutive della struttura interna). Incarichi che risultavano in buona parte, se non nella totalità, riconducibili alla fornitura di supporto alle attività del dirigente tecnico del Consorzio. Tra gli incarichi in pole position, risultano quelli conferiti all’ingegnere Aniello Vietro, dirigente generale della regione Basilicata e protagonista anche del bando di gara per il “Distretto G”. Qui la nota della Guardia di Finanza

L’attività investigativa, per quanto ne sappiamo, si sarebbe arenata e non avrebbe avuto alcun seguito. Non ci risulta, però, che sia stata dichiarata sentenza di archiviazione. Probabilmente, come spesso accade in questi casi, a calmare le acque ci ha pensato la prescrizione dell’eventuale reato.

La prossima puntata

La storia continua. Andremo a verificare i comportamenti del nuovo Commissario del Consorzio, Giuseppe Musacchio, cui è stato trasferito il testimone nel marzo del 2014. Musacchio non solo ha tempestivamente pagato gli amici progettisti, ma ha inoltre posto in essere una serie di altri atti e comportamenti oltremodo equivoci, assieme all’affidamento di ulteriori incarichi di consulenza, che si inseriscono a pieno titolo nel filone della “gestione “dell’appalto dei lavori dello “schema idrico Basento-Bradano – Distretto G “.

A quanto pare, sarebbe stato Salvatore Margiotta a suggerire e a caldeggiare al presidente Pittella la nomina di Musacchio a Commissario dei Consorzi di bonifica lucani. Tra Pittella e Musacchio è nato poi un sodalizio che si è cementato attraverso un rapporto di comparatico.

Abbiamo richiesto al Consorzio di Bonifica, avvalendoci delle norme di legge sulla “Trasparenza Amministrativa” (d.lgs. 33/2013) la esibizione e la consegna di diversa documentazione relativa alla vicenda “Distretto G” che, tra l’altro, doveva essere già formalmente pubblicata sul sito istituzionale dell’Ente. Siamo in attesa.

A presto.

L’inchiesta è coordinata da Michele Finizio

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