Covid Basilicata, Piano vaccinale: cominciamo male

Ci sarebbe bisogno di un’organizzazione e di una struttura di coordinamento di tipo “militare”, ma…

Un piano vaccinale serio richiederebbe un’organizzazione e una struttura di coordinamento di tipo “militare”. Chi, dove, quando, come, con quali mezzi. Chi risponde a chi. Una catena comunicativa efficiente, snella, veloce. Quello del Veneto, ci sembra uno dei migliori in circolazione.

E la Basilicata? Non abbiamo avuto l’onore di leggerlo, non si sa dove sia stato pubblicato. L’ultima traccia è una dichiarazione dell’assessore alla Salute, Rocco Leone, il 24 novembre scorso: “Con l’obiettivo di definire gli aspetti organizzativi e logistici legati alla campagna vaccinale, a breve sull’argomento è in programma un ulteriore incontro tra i responsabili della task force lucana e i vertici delle aziende sanitarie.”

Perla verità una traccia esiste, è nota inviata  dal dirigente generale del dipartimento Sanità, Ernesto Esposito, a “tutto il mondo”, persino a se stesso: dai direttori generali a quelli sanitari, dal presidente Bardi all’assessore. Datata 7 gennaio, lunga 7 pagine, nell’oggetto c’è scritto fase 2 piano vaccinale e nel testo c’è scritto fase 1 piano vaccinale. A parte questo, quella nota è il piano vaccinale “prima puntata”, infatti c’è scritto: In riferimento all’oggetto si trasmette il Piano Vaccinale — Fase 1, richiamando in particolare l’attenzione delle SS.LL. circa il target degli operatori da sottoporre a vaccinazione nonché le quantità da utilizzare come prima dose e quelle da stoccare destinate alla seconda dose.

Ebbene, in questo famoso piano vaccinale troviamo le basi elementari di semplici e scontate indicazioni: punti di stoccaggio dei vaccini; punti di somministrazione; il target di persone destinato a vaccinarsi in questa prima fase; i referenti per l’attuazione del Piano.

Chi coordina i punti di vaccinazione? Quali figure professionali sanitarie operano all’interno di ogni punto? Turni di 6 ore per ogni punto vaccinale, con quanti operatori ogni turno? Chi ha il comando e il coordinamento di tutti i punti di somministrazione?

Diciamo che in questa fase, è tutto più semplice, ci preoccupa la seconda fase quella della vaccinazione di massa. Non vorremmo che anche in quel caso ci si limitasse a una nota di Ernesto Esposito “fase 2”.  Un Piano è un piano e non lo si struttura a botta di note. Un Piano si elabora nella sua completezza prevedendo tutte le fasi, e tutte le variabili in gioco: organizzazione, strutture, mezzi, coordinamento, comando, approvvigionamento, comunicazione, personale, tempi. Un Piano non si fa a puntate come una telenovela. A proposito della prima puntata (fase 1) i cittadini non devono essere informati?