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Covid, l’esperienza di Pasquale e Lidia: dolori e notti insonni. E’ una malattia che lascia i segni, non si scherza

Lui e la moglie positivi al virus ora sperano nel tampone negativo e provano a guardare avanti

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“Appena arriva l’esito negativo preparo un mega calzone salame e ricotta”. Prova a sorridere e a guardare avanti, Pasquale, giovane pizzaiolo di Rionero, in isolamento con la moglie Lidia e la loro bambina, dal 23 dicembre, data in cui la moglie, che accusava tosse e mal di testa, ha fatto il tampone risultato positivo. “E’ iniziato l’isolamento – spiega Pasquale – e il 28 anche io e mia figlia siamo risultati positivi. Ma ce l’aspettavamo. I sintomi c’erano tutti”. E quindi “perdita di gusto e olfatto, male di testa e dolore alle ossa”. L’altra grande paura era poter “contagiare” gli anziani genitori con cui stanno quotidianamente a contatto. “Invece loro sono risultati negativi – prosegue Pasquale – così come tutti i familiari stretti sottoposti a tampone. Pensiamo che il contagio sia partito da uno scambio di regali con un’amica poi risultata positiva”.

Nessun focolaio riconducibile alla pizzeria, quindi, e meno male. Ma la pizzeria era comunque già chiusa per precauzione dal giorno 22. “La cosa davvero brutta del covid – aggiunge Pasquale – è la paura di peggiorare in fretta. Ti fanno male i reni, la notte non dormi e pensi: chissà cosa succede domani..”. Una sensazione che in 3 hanno vissuto a casa senza neanche aver contatti con la famiglia. E per giunta proprio a Natale. “Abbiamo ancora sotto l’albero i regali da consegnare ai nipotini – afferma Pasquale – è stato davvero un Natale surreale. Meno male ha toccato solo noi e non anche i nostri genitori, che sono acciaccati e più a rischio”. Il pizzaiolo di Rionero ringrazia le “squadre Usco” che sono state “sempre premurose” e spera nel “vaccino” come salvezza da questa “malattia”.

A chiamarla “malattia” è anche Lidia, la moglie. “Sono stata davvero male i primi giorni – spiega – una brutta tosse che a distanza di 15 giorni ancora non è passata del tutto”. Ora Lidia sta un po’ meglio ma mette in guardia chi ancora crede sia tutta una montatura: “Altro che influenza, altro che complotti mondiali – assicura – è una malattia e lascia dei segni tangibili ai polmoni. Abbiamo parenti, anche in Francia, che se la sono vista brutta”. Ma i segni che lascia il Covid, oltre che fisici, sono “mentali”. Ansia e malessere. Ed è questo il Natale che hanno vissuto loro due, in casa con la bimba, e con la “paura” di peggiorare e finire in ospedale. “Tra 2 giorni aspettiamo il tampone – conclude Pasquale – speriamo di uscire finalmente da questo incubo. Voglio tornare a fare le pizze e a condurre una vita normale”. Ed è l’augurio che facciamo anche noi, a questi gioiosi ragazzi che vedete in foto e alla loro bambina.

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