Covid, nel paese delle fiabe l’incantesimo si è spezzato: “l’11 dicembre è arrivato anche qui, portando dolore”

Rapone, la testimonianza del sindaco, Felicetta Lorenzo. Il piccolo centro della provincia di Potenza, covid free da marzo, all'improvviso ha dovuto piangere una vittima

Sì, è proprio così, siamo covid free da sabato scorso”, conferma Felicetta Lorenzo, sindaco di Rapone, piccolo comune lucano che da marzo all’11 dicembre non ha registrato casi. “Ma il virus è subdolo, state attenti”, mette in guardia.

Fino ai primi di dicembre, in piena seconda ondata, guardando la cartina della Basilicata, Rapone appariva come un punto bianco, “immacolato” dal virus, confermando, in questo, la sua vocazione turistica di paese delle “fiabe”, con un ampio percorso antropologico che porta nel piccolo centro lucano migliaia di turisti l’anno. Ma la realtà è più malevola delle fiabe e l’11 dicembre anche a Rapone sono arrivati i primi casi.

Massima accortezza, non capisco come sia arrivato”. L’incantesimo si è spezzato l’11 dicembre con i primi casi accertati nello stesso nucleo familiare. “Si tratta di persone che vivono e lavorano in paese, nessun contatto con altre realtà – precisa il sindaco – non siamo riusciti a capire come sia potuto arrivare qui in paese”. Da quel momento screening nelle scolaresche e altri due casi. Per un totale di 6. “Sia io come sindaco che un po’ tutti i cittadini siamo stati ligi alle regole e devo dire che questo spirito di comunità per noi che siamo meno di 1000 ha funzionato. Tutti hanno rispettato le regole e nessuno ha fatto di testa sua”

Virus subdolo, raccomando tutti a fare attenzione”. Neanche l’attenzione maniacale, le mascherine e il rispetto delle regole di distanziamento, tuttavia, sono riuscite ad impedire l’ingresso del virus. “E’ vero – conferma Felicetta Lorenzo – In un mese abbiamo sperimentato cosa vuol dire convivere col virus”. C’è stata anche una vittima, a Rapone, un anziano che avrebbe però contratto il virus all’ospedale di Melfi, è morto la scorsa settimana a Potenza. “C’è stata una vittima e la famiglia come la comunità sono rimaste sgomente – prosegue il sindaco – però su questo non mi sento di attaccare nessuno perché il virus è subdolo, si prende gioco di noi e può entrare in una comunità come in un ospedale con modalità che ad oggi ancora ci sfuggono”. Proprio per questo, suggerisce, “da parte mia, però non posso che raccomandare a tutti di seguire i protocolli, di essere ligi alle regole”. Un chiaro messaggio, questo, rivolto anche al popolo negazionista ancora tanto presente in Italia, ma non solo.

Da 5 giorni di nuovo covid free”. Visti i casi registrati lo scorso mese di dicembre, il sindaco prima di riaprire le scuole dopo la pausa natalizia, è stata ancora più premuroso. “Anche spendendo di più, abbiamo fatto eseguire, come Comune, i test molecolari sia sugli studenti che sul personale scolastico”, spiega. E non solo. “Abbiamo anche installato nelle scuole rubinetti a pedali e gel igienizzanti con fotocellula, senza premere con le mani”, aggiunge. Misure ritenute “necessarie” per una ripartenza sicura delle scuole. E proprio qualche giorno fa, il 16 gennaio, “ho potuto comunicare ai cittadini che siamo ritornati a zero casi. Possiamo tirare per ora un respiro di sollievo”. Non un motivo per rilassarsi, anzi. “Continueremo a vigilare e terremo alta l’attenzione. Poi se una cosa deve succedere, non si può mai essere sicuri di niente in una pandemia”.

Voglia di rivivere il Parco delle fiabe”. Il sindaco guarda già avanti, al futuro. Il Parco delle fiabe, il Parco avventure, i percorsi “antropologici” che sulle orme delle antiche “masciare” attraversano Rapone e l’hanno reso noto. “Lo scorso anno erano previsti pullman di scuole da fuori, poi il lockdown ha spezzato tutto”, commenta amara Felicetta Lorenzo. E proprio da lì vorrebbe ripartire. “E’ forte l’appeal turistico del nostro paese e vogliamo ritornare a far vivere i boschi, il percorso, lo spirito del paese delle fiabe a cui siete tutti invitati”. Speriamo presto. Covid e vaccino permettendo.