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Covid, scuola, oggi rientro in classe per pochi, Azzolina: “profonde cicatrici”

All'interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei

Rientro in classe, oggi, per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta al 50% in presenza

Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Ragazzi, studenti e docenti, dal Nord al Sud, chiedono di poter tornare a scuola. In Basilicata. il rientro è previsto per il 1 febbraio, con un’ordinanza del presidente Bardi, copiata dalla Lombardia e di dubbia legittimità.

“È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano in classe, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Radio Rai 1, rilanciata dall’Ansa.

“Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Si fa l’errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa ma i costi sono altissimi. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati e sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.

“Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito – ha aggiunto -. All’interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei. La scuola si è organizzata molto bene. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, chiedo a tutti di trattare la scuola non in modo diverso di come si trattano le attività produttive”, ha concluso la ministra Azzolina.