Fusione Fca-Psa, cosa ne sarà dello stabilimento di Melfi?

"In Basilicata non c’è mai stata una vera politica industriale, né una posizione netta della Regione per gli investimenti della Fca per tutelare l’occupazione"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Partito della Rifondazione Comunista di Basilicata

A qualche giorno dall’avvenuta fusione tra FCA-PSA che lancia definitivamente il gruppo nelle borse di tutto il mondo, la nascente “Stellantis” entra di fatto nei big delle case automobilistiche mondiali. Con lo scontato via libera dei due consigli di amministrazione di Psa e Fca alla fusione il 04/01/2021 è nata ufficialmente Stellantis, potenzialmente il quarto gruppo automobilistico al mondo nel cui capitale figurano lo stato francese, in qualche modo quello tedesco (rimasto dopo l’acquisto di Opel da parte di Peugeout del 2017) e non quello italiano.

Facile prevedere chi saprà meglio far valere i propri interessi a partire dalla tutela dei posti di lavoro: 400 mila totali di cui 86 mila in Italia. In sintesi: ai francesi il comando, agli Agnelli i soldi del maxi dividendo con cui hanno ceduto la guida del nuovo gruppo. Sul piano generale questa fusione altro non è che la conferma di una tendenza all’accentramento dei capitali e alla ricerca di sempre maggiori “economie di scala”. Tendenza tipica delle dinamiche capitalistiche in atto a livello globale, nella fase storica che stiamo vivendo. In genere simili operazioni sono finalizzate all’ acquisizione di posizioni di forza sul mercato mondiale e alla dismissione dei rami aziendali meno redditizi.

Da parte nostra quindi, seguiremo con la massima attenzione l’evolversi e le azioni concrete del nuovo gruppo industriale, per evitare che i costi dell’operazione vengano scaricati sui lavoratori. Sul piano regionale, non possiamo che esprimere preoccupazione per il nostro territorio e per lo stabilimento di Melfi, il più produttivo di tutta Italia e di tutto il Gruppo FCA. In quanto l’unica certezza e che nello stabilimento di Melfi dal 4 gennaio si è partita con la produzione passando dai 20 turni che facevamo nel 2020 a 15 turni nel 2021 con la terza squadra sulla compass con cassa integrazione a rotazione fino al 14 febbraio.

La vera assenza e la “Rappresentanza Politica locale” a qualsiasi livello ad esclusione dei pochi Sindaci che si spendono e si sono spesi per la causa, che in un silenzio assordante continuano a non avere nessuna preoccupazione per la salvaguardia del patrimonio industriale collegato in maniera diretta o indiretta alla F.C.A. Lo avevamo già detto, nel momento in cui il Governo concedeva il prestito di 6 Miliardi a FCA, era necessario un chiaro piano di investimento nazionale ed in particolare territoriale. In Basilicata non c’è mai stata una vera politica industriale, né una posizione netta della regione per gli investimenti della FCA per tutelare l’occupazione; nonostante la nostra regione sia uno dei territori con il tasso più alto di disoccupazione.

Noi restiamo al fianco dei lavoratori e dei sindacati, crediamo che questo territorio non deve essere parte residuale del piano industriale del nuovo gruppo di Stellantis e che vadano assunti impegni politici ed istituzionali per la crescita industriale ed occupazionale del territorio.

RIFONDAZIONE COMUNISTA BASILICATA