La Basilicata non è in vendita: levata di scudi contro l’ipotesi deposito nazionale scorie radioattive

La Regione Basilicata e gli Enti coinvolti facciano risentire nuovamente e con forza la loro contrarietà a qualsiasi ipotesi di ubicazione nel nostro territorio

Torna l’incubo in Basilicata del deposito unico di scorie nucleari. Svelata la a mappa delle aree considerate idonee ad ospitare lo stoccaggio di rifiuti radioattivi e tra queste è presente tra quelle ritenute più idonee quella a cavallo del territorio materano e pugliese.

Il 30 dicembre la Sogin, la società pubblica di gestione del nucleare, ha ricevuto il nulla osta del Governo e nella notte tra il 4 e il 5 gennaio ha pubblicato la documentazione completa, il progetto e la carta che dal 2015 ad oggi è rimasta segreta.

Le aree, manco a dirlo, sono state suddivise per colori: il verde indica quelle più idonee, e tra queste il territorio di Alessandria e quello di Viterbo, un’area a Siena e una a Grosseto. C’è poi la zona a cavallo tra le Murge e la provincia di Matera: due vaste aree sono state individuate tra Bari e Matera, una nella provincia di Matera e altre due zone ampie fra Matera e Taranto. In particolare tra le aree figurano Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Matera, Bernalda, Montalbano e Montescaglioso

Nella carta rientrano anche, diverse aree della Provincia di Potenza, che però vengono considerate meno idonee.

I criteri con cui sono state individuate le aree più idonee ad ospitare lo stoccaggio di rifiuti nucleari: Nel 2014 Ispra ha stabilito che l’area che dovrà ospitare il Deposito dovrà essere poco abitata, con una sismicità modesta, senza vulcani né rischi di frane e alluvioni. Inoltre non dovrà trovarsi a più di 700 metri sul livello del mare, o su pendenze eccessive, né molto vicina al mare, o autostrade e ferrovie che però dovranno essere raggiungibili dai mezzi con il carico di materiale da stoccare.

Il Ministero dell’Ambiente in una nota ha annunciato la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), del progetto preliminare e tutti i documenti correlati alla realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico, che “permetterà di sistemare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività”.

Dalla Basilicata che già nel 2003 scansò il pericolo del deposito di scorie nucleari non si fa attendere la reazione dell’associazione Antinulcleare Scanziamo Le Scorie che in una nota sottolinea: La pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi conferma quello che abbiamo da sempre temuto. Anche la Basilicata è coinvolta nella scelta per l’individuazione del deposito.

L’Associazione Antinucleare conferma la posizione motivata da sempre. No alle scorie: Il territorio della Basilicata non è idoneo ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. La Regione Basilicata e gli Enti coinvolti facciano risentire nuovamente e con forza la loro contrarietà a qualsiasi ipotesi di ubicazione nel nostro territorio. Nei prossimi giorni terremo iniziative di informazione e controinformazione per scongiurare tale ipotesi che pregiudicherebbe l’economia locale in particolare il turismo e l’agricoltura. Per le Istituzioni locali che sono coinvolte e che vogliono mobilitarsi mettiamo a disposizione l’esperienza dell’Associazione Antinucleare”.

deposito scorie mappa
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