Non dimentichiamo i lucani che non si piegarono all’orrore nazifascista

L'Anpi Basilicata nel Giorno della Memoria promuove un incontro sul tema

Custodire la memoria di ciò che accadde nei campi di sterminio in cui vennero trucidati 6 milioni di esseri umani, donne e bambini, è un dovere etico di ciascun essere umano che abbia a cuore il monito di Primo Levi. Mai Più Auschwitz !  Mai Più fascismi ! Mai più restare in silenzio al cospetto di violenze efferate, brutalità, razzismo, xenofobia, discriminazioni, oppressioni, negazione di dignità, umiliazioni e limitazioni ingiuste di libertà !

Il rischio della banalizzazione del male denunciato da Liliana Segre induce la società ad assuefarsi a misure, culture, messaggi o comportamenti inconciliabili con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e con la nostra Costituzione. Per questa ragione ogni iniziativa culturale, progetto didattico, evento istituzionale o seminario di studi promosso su questi temi va assunto come contributo a quell’indispensabile ed ampia mobilitazione antifascista a salvaguardia e tutela della libertà e della democrazia.

La Basilicata in questi giorni sta unendo la proprio voce al coro di chi da più parti d’Italia e d’Europa sta spezzando il silenzio con una miriade di “ Mai più”.

Nell’evento dell’Anpi che si svolgerà nel pomeriggio del 27 gennaio, ascolteremo insieme ad Adelmo Cervi, il figlio di uno dei sette fratelli Cervi barbaramente trucidati dai nazifascisti a Reggio Emilia, diversi relatori che evidenzieranno il ruolo avuto dalla Basilicata nella lotta di liberazione, le stragi di Matera e Rionero in Vulture,  i confinati politici, gli internati militari lucani deportati nei campi di concentramento nazisti, i campi di internamento in cui vennero segregate in diverse località della Basilicata centinaia di persone, e le storie di coraggio dei tanti lucani che sacrificarono la propria vita per liberare la patria dal nazifascismo.

Tra loro come non ricordare l’eroismo di Orazio Petruccelli, Ufficiale dei Carabinieri che a Cefalonia ammaina la bandiera nazista e issa quella italiana, o di Attilio Corrubia Ufficiale della Finanza che si unisce ai partigiani greci, o del magistrato Nicola Panevino caduto in Liguria come il giovanissimo Mario Miscioscia. Sono stati tanti i lucani con la schiena dritta che non si piegarono agli orrori del nazifascismo e pagarono con la vita il prezzo della nostra libertà. Non dimentichiamolo. Mai !

Michele Petraroia, Anpi Basilicata