Svuotano le casse di 4 Comuni lucani, arrestati un bancario e tre imprenditori

In cinque anni sottratti 2 milioni di euro attraverso l'Istituto di credito che gestiva la Tesoreria

Quattro persone sono state arrestate, due in carcere e due ai domiciliari, ritenute a vario titolo responsabili di peculato ai danni di quattro comuni lucani.

Le misure restrittive sono state disposte dal Gip del Tribunale di Potenza al termine di una meticolosa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Potenza e condotta dalla Guardia di Finanza in forza alla locale Sezione di Polizia giudiziaria con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria.

Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di Cristofaro Donato, dipendente di un Istituto di credito, a cui era stato affidato il servizio di Tesoreria dei Comuni di Ripacandida, Oppido Lucano, Genzano di Lucania e Cancellara, il quale abusando del suo ruolo avrebbe distratto fondi pubblici, allo stato calcolati in oltre due milioni di euro di cui si sarebbe appropriato in favore suo e dei suoi complici.

In particolare-secondo la Procura- Donato Cristofaro, di Oppido Lucano, già funzionario bancario, con complessi artifici contabili e bonifici, le cui provviste erano tratte dai conti correnti dei Comuni interessati, anziché pagare il dovuto agli Enti Pubblici che dovevano essere destinatari delle somme, in realtà emetteva bonifici bancari in favore di tre imprenditori compiacenti, Antonio Mecca di Avigliano, Gianvito Larotonda di Atella e Gianluca Santoro di Ruvo del Monte.

Dal compendio indiziario acquisito è emerso che il bancario, con condotte particolarmente insidiose, e grazie a conoscenze di tecniche informatiche, al fine di dissimulare le distrazioni di denaro, avrebbe alterato i dati telematici relativi ai mandati di pagamento realmente emessi dai Comuni. Il sistema ha consentito ai quattro indagati di conseguire nell’ultimo quinquennio, proventi illeciti per almeno 2 milioni di euro.

Dopo aver svuotato le casse comunali, dovendo mensilmente trasmettere i saldi contabili alla Tesoreria Provinciale, Cristofaro -sempre secondo quanto emerso dalle indagini- scaltramente avrebbe manipolato anche le relative voci dei bilanci degli stessi Enti Locali, trasmessi attraverso il sistema informatico della Banca d’Italia. Per questo è chiamato a rispondere anche di accesso abusivo ad un sistema informatico di interesse pubblico di cui ha alterato il regolare funzionamento.

L’input investigativo è stato fornito da una denuncia presentata ai finanzieri proprio dall’Istituto di Credito tesoriere che, durante una migrazione dei dati, conseguente ad un aggiornamento dei software gestionali, si è accorto di una discrasia tra le disponibilità economiche riportate nei bilanci comunali e le reali disponibilità finanziare giacenti su conti degli Enti, rilevando notevoli ammanchi.

Le indagini sono in pieno svolgimento per verificare l’esistenza di ulteriori beneficiari delle somme distratte e per accertare ulteriori complicità, anche omissive, che hanno consentito l’operatività, per anni, di tale sistema truffaldino che ha arrecato ingentissimi danni all’erario.
Sono in corso le operazioni di sequestro preventivo diretto e per equivalente delle ingenti somme illecitamente sottratte.