Api Basilicata S.p.A. Vizziello spiega le sue ragioni: no alla riforma voluta da Cupparo

Conferma del voto sfavorevole, oggi in Consiglio regionale, alla proposta di legge di accorpamento dei Consorzi industriali. L’esponente di Fratelli d’Italia: “si rischia di fare i conti senza l’oste”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata dall’Ufficio Stampa del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Vizziello.

L’esame e la discussione del disegno di legge sulla cosiddetta riforma del Consorzio industriale di Potenza mi consenta una riflessione finalmente pacata su una questione che ha spesso trovato vasta eco sui media locali, oltre che nell’opinione pubblica, laddove hanno trovato spazio ricostruzioni dei fatti e dei comportamenti dei protagonisti della vicenda non sempre puntuali e fedeli.

Nessuna motivazione di carattere personale nei confronti dell’Assessore Cupparo, ma solo l’attenta e rigorosa analisi del testo normativo hanno determinato e determinano a tutt’oggi il mio scetticismo rispetto al dettato normativo che caratterizza la riforma dei Consorzi di Sviluppo Industriale.

Sgombriamo il campo dagli equivoci e dalle mistificazioni: nessuna lobby che si oppone al cambiamento, nessuna resistenza da parte degli uffici insensibili alle prospettive di sviluppo industriale della nostra comunità, ma solo il sano realismo di chi sa che certe cose non si possono fare se non attraverso comportamenti rigorosi che riguardano il metodo e il merito delle questioni.

Tutti vorremmo metterci alle spalle vent’anni di inefficienze e di mirabili esempi di mala gestio, Assessore Cupparo, come quelli che hanno riguardato la gestione del Consorzio ASI di Potenza, ma il problema che non possiamo farlo, a mio avviso, con un semplice tratto di penna.

Non possiamo farlo, secondo me, contro il parere di tutti quelli che sono stati auditi nelle commissioni consiliari  e che hanno manifestato dubbi non sulle finalità della legge, bensì sul modo con cui quelle finalità si vogliono perseguire, non possiamo farlo contro quanto messo nero su bianco da organi dell’amministrazione regionale, l’ufficio legislativo o la struttura di missione del Consiglio Regionale, che hanno manifestato dubbi in ordine alla conseguenze di carattere economico finanziario derivanti dalla legge alla Regione o alla costituenda S.p.a Api-Bas e alle correlate esigenze di copertura economica di tali effetti che la Costituzione, non il consigliere Vizziello, impongono al legislatore regionale.

Tutti poteri forti che ostacolano il cambiamento o, molto più realisticamente, strutture terze chiamate ad orientare il legislatore regionale verso comportamenti improntati alla legalità e al buon andamento, vale a dire i principi cardine dell’operato delle pubbliche amministrazioni?

Mi chiedo e vi chiedo: risponde al buon senso pensare di poter cancellare con un tratto di penna qualcosa come decine di milioni di euro, cioè la parte dei debiti dell’Consorzio di Potenza che non troveranno soddisfacimento al termine delle procedure di liquidazione, senza che di questi debiti inevasi risponda tanto la Regione, quanto la costituenda API-Basilicata?

È giusto e politicamente corretto non prendere nella dovuta considerazione i rilievi al testo normativo che provengono dai suddetti uffici regionali, anche quando sono sorretti da valide argomentazioni di carattere normativo e che riguardano ad esempio la forma giuridica prevista per il Consorzio unico di Sviluppo regionale che si intende adottare?

È puro e semplice campanile preservare esempi virtuosi nella gestione delle aree industriali, come quello realizzato dal Consorzio di Sviluppo Industriale della Provincia di Matera, senza nemmeno porsi il problema degli effetti poco benefici che deriverebbero al Consorzio Industriale di Matera da una fusione che è sancita chiara e tondo dal titolo della legge che stiamo discutendo?

Non sarebbe più corretto interrogarsi sulla opportunità di difendere i pochi esempi virtuosi di gestione delle politiche industriali offerti dal nostro territorio, mediante l’adozione di un nuovo modello di governance che possa far crescere le nostre imprese, magari replicando sull’intero territorio regionale l’esempio del Consorzio di Matera, senza dover subire nel tempo gli effetti negativi delle vicende irrisolte del Consorzio di Sviluppo Industriale di Potenza?

Sono queste le domande che mi sono posto analizzando il testo normativo della legge di riforma dei consorzi industriali, rispetto alle quali i dubbi del primo momento, non essendo stati del tutto fugati, mi inducono oggi a manifestare il voto contrario all’approvazione del disegno di legge.

Certo le legittime aspettative dei lavoratori del Consorzio di Potenza sono e devono essere in cima alle preoccupazioni di tutti noi, al pari delle esigenze delle imprese che pretendono servizi di qualità, particolarmente in tema di tutela ambientale e di smaltimento degli scarti derivanti dalla lavorazione dei prodotti.

Ma quello che deve essere chiaro una volta per tutte è che il modo migliore per garantire il soddisfacimento di tali interessi non può che essere il rigoroso rispetto della legge e delle procedure dalla stessa contemplate, mettendo al bando le scorciatoie, che promettono risultati immediati e che, alla lunga si rivelano ben più dannose dei mali che si propongono di superare.

Temo che sia quello che potrebbe accadere con l’approvazione di questo disegno di legge, che, per usare una metafora, potrebbe mettere la nostra Regione nella condizione di chi ha fatto i conti senza l’oste.

Queste le motivazioni che mi inducono a dichiarare il mio voto sfavorevole a questo disegno di legge, rispetto al quale mi dichiaro favorevole a qualsiasi forma di ulteriore riflessione che si voglia esperire, nella consapevolezza che solo rifuggendo dalle decisioni affrettate e praticando percorsi diretti ad opportuni approfondimenti, troveranno soluzioni ottimali le esigenze delle imprese e dei cittadini della nostra comunità.