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Dall’Alsia all’ordinamento della giunta: la Regione Basilicata calpesta le prerogative sindacali

Si susseguono atti e provvedimenti incoerenti gli uni con gli altri

Più volte abbiamo evidenziato lo sbandamento che regna in Regione Basilicata nella gestione delle politiche del personale, e non solo. Si susseguono atti e provvedimenti incoerenti gli uni con gli altri, che dimostrano l’assenza di un disegno e di una visione complessiva dell’ente e della sua strutturazione, e si va avanti come caterpillar anche calpestando le prerogative sindacali.

A partire dalla legge che ha disposto il transito in Alsia dei dipendenti regionali funzionalmente assegnati all’Agenzia in base alla previsione della legge regionale del 2015, una decisione consumata senza previamente esperire il necessario confronto con le organizzazioni regionali tanto da indurci a depositare ricorso per condotta antisindacale ex art 28 legge 300.

Contestualmente la Regione ha portato avanti l’iter di adozione del Regolamento recante “Ordinamento amministrativo della Giunta Regionale” rispetto al quale solo nelle audizioni delle commissioni consiliari e in una tardiva convocazione prenatalizia le organizzazioni sindacali hanno avuto modo di esprimere, oltre le perplessità di ordine politico, i rilievi di carattere tecnico riscontrati. Un regolamento che, è bene sottolinearlo, supera in un sol colpo il principio di separazione tra funzione di indirizzo politico e attività di gestione amministrativa, concentrando nella figura del presidente della giunta il coordinamento delle funzioni amministrative, organizzative e di gestione eludendo quei principi ispiratori di un processo di cambiamento avviato con il D.lgs. n. 29 del 1993, successivamente novellato e in seguito confluito nel D.lgs. n. 165 del 2001 e nello stesso  D.lgs. 267/2000 materia, ed in continua evoluzione nella direzione dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa.

Un regolamento che, benché non adeguatamente accompagnato dalla necessaria copertura di spesa, in quanto la relazione tecnico finanziaria acclusa è la medesima allegata al disegno di legge sul riordino degli Uffici di Presidenza e della Giunta, approvato con LR 29/2019, con una tautologica dichiarazione di invarianza della spesa, viene licenziato, nonostante il parere sfavorevole dell’Ufficio legislativo delle commissioni consiliari, dalle competenti commissioni e continua improvvidamente il suo iter verso l’approvazione.

Peraltro, il medesimo regolamento, nella versione originariamente redatta, enumerava tra gli uffici speciali della Presidenza anche la stazione unica appaltante. Tale previsione è stata successivamente stralciata riportando la Suarb nel novero delle direzioni generali, ma ecco che spunta un emendamento alla legge regionale 18 del 2013 che introduce la facoltà per alcuni enti di non avvalersi della Suarb. Proprio per tali enti la legge di assestamento del bilancio del 2014 aveva introdotto come obbligatoria l’adesione alla stazione unica appaltante anche per gli enti strumentali della Regione, le società interamente partecipate dalla Regione e per le società controllate e collegate, nonché , previa sottoscrizione di un’apposita convenzione anche gli enti locali, gli enti pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, le associazioni, le unioni e i consorzi operanti sul  territorio regionale. Un rafforzamento del ruolo della Stazione Unica Appaltante, all’epoca dettato dall’intento di garantire il contenimento e la maggiore trasparenza della spesa sostenuta in materia di lavori, servizi e forniture.

E nel mentre accade tutto ciò, a dicembre viene bandito l’avviso per l’attribuzione delle posizioni organizzative sospeso temporaneamente a pochi giorni dalla scadenza e del quale a tutt’oggi non si conosce la sorte, visto che si tratta di posizioni inscindibilmente legate all’assetto organizzativo di cui l’ente intende dotarsi.

La lettura congiunta di queste disparate misure, che sembrano non avere un univoco segno, dà la dimensione dei percorsi tortuosi nei quali la Regione sembra muoversi, in assenza di un disegno e una visione di largo respiro che dia solidità a processi di riorganizzazione funzionali e coerenti con i suoi compiti e la sua mission.

Giuliana Pia Scarano – Segretaria Generale FP Cgil Potenza