Governo Draghi, Confindustria apre l’offensiva contro “vincoli ambientali” che disturbano gli affari dei gruppi industriali

Presa di mira la Commissione per la valutazione dell’impatto ambientale che, per il Sole24ore, “resta uno dei principali ostacoli alla realizzazione delle infrastrutture”

“In attesa di capire cosa sarà il Ministero della Transizione ecologica se sarà guidato da persona sensibile ai temi dello sviluppo industriale e infrastrutturale o – viceversa – da figura ideologica, si può certamente dire che il suo predecessore – il Ministero dell’Ambiente – non ha mai brillato per capacità di coniugare sviluppo e sostenibilità ambientale.” È un articolo del 12 febbraio, un attacco del giornale di Confindustria che in questi giorni lancia continui messaggi a Draghi. Il Sole24 punta a demolire l’anima ambientalista del ministero che fu di Costa.

“…tempi lunghi per il rilascio delle autorizzazioni ambientali e dalla mancata attuazione di riforme e norme, soprattutto quando puntavano a incentivare le imprese o semplificarne l’attività – continua l’articolista del giornale degli industriali – e aggiunge: se la Via resta il principale ostacolo alle infrastrutture, non va meglio l’altro grande ramo del permitting ambientale, l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia).

Il 13 febbraio un altro articolo non lascia dubbi: il bersaglio è la Commissione per la valutazione dell’impatto ambientale –VIA – che, secondo il giornale, “resta uno dei principali ostacoli alla realizzazione delle infrastrutture”. Il monito è al nuovo ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, “affinché decida di riformarla superando le resistenze della politica e della burocrazia”.

Staremo a vedere se Confindustria riuscirà nell’obiettivo e se il Governo cederà alle pressioni degli industriali. Ormai è chiaro: è in atto un maldestro tentativo di restaurazione delle vecchie pratiche devastatrici che sacrificavano il territorio e le sue risorse naturali sull’altare degli interessi economici e finanziari dei gruppi industriali dell’energia e delle infrastrutture.

La Commissione VIA non si tocca, anzi andrebbe rafforzata e sostenuta da una modifica delle norme che ancora rendono confuso il quadro legislativo in materia di vincoli ambientali. Qualcuno faccia capire a Confindustria che una riforma è necessaria, ma per allargare i vincoli ambientali, non per eliminarli. E’ evidente che quando si parla di sostenibilità, lor signori si riferiscono alla sostenibilità dei loro conti in banca.