Incarichi M5S al Comune di Matera: il sindaco offende l’intelligenza dei cittadini

Colpo di scena: i partecipanti all’Avviso pubblico non sapevano che al curriculum avrebbero dovuto allegare una dichiarazione d’amore, un attestato di fede, o un certificato di appartenenza sentimentale e di profonda amicizia al sindaco Bennardi

Domenico Bennardi oggi rompe il silenzio: con un comunicato stampa prova a spiegare le ragioni della nomina nel suo staff di amici e “parenti” degli amici, tatuati M5S. La procedura con cui si è arrivati all’assegnazione degli incarichi a Leonardo Rubino, compagno convivente della ex sottosegretaria e parlamentare pentastellata Mirella Liuzzi e dell’attivista pentastellato Giancarlo Mazzei, è stata contestata da più parti: da molti attivisti e portavoce del Movimento e, naturalmente, dall’opposizione in Consiglio Comunale.

Ci aspettavamo un gesto di umiltà, parole di ammissione dell’errore politico. Ci aspettavamo le scuse. Al contrario, Bennardi si arrampica sugli specchi e insiste sulla regolarità e trasparenza del suo operato in questa faccenda.

La scelta di ricorrere all’avviso pubblico anche per individuare le persone cui affidare questi incarichi fiduciari – scrive il sindaco – non solo è legittima ma è quella più di frequente seguita dalle Amministrazioni pubbliche di tutta Italia. Tradotto: prendere in giro decine di giovani, “camuffare” un incarico fiduciario diretto – e legittimo – con una selezione pubblica “fasulla”, è consentito.

Peccato che nell’ avviso pubblico non ci sia scritto chiaramente qualcosa che lasci intendere agli illusi e delusi partecipanti alla competizione che la scelta sarebbe stata di natura fiduciaria. C’è scritto, invece, che Il Sindaco procederà all’individuazione dei soggetti da assumere dopo un’attenta valutazione delle esperienze professionali e dei requisiti culturali dichiarati dai candidati nel curriculum vitae presentato. L’importanza e la straordinarietà attribuita a quelle nomine dallo stesso sindaco avrebbero richiesto perlomeno un titolo di laurea. Tuttavia, per la fiducia basta un diploma.

Ad ogni modo una traccia sulla natura fiduciaria dell’incarico nell’Avviso c’è all’articolo 7: “Scaduto il termine per la presentazione delle domande, il Sindaco, stante la natura fiduciaria dell’incarico a conferirsi, provvederà, a suo insindacabile giudizio, a individuare i soggetti da assumere, sulla base dei curricula presentati dai candidati a seguito di una attenta valutazione delle competenze”. Non si capisce che cosa c’entrino i curricula e le competenze con il fatto che i due uomini di fiducia da incaricare erano già stati pre-scelti.

Bene, esiste un verbale di questa attenta valutazione delle esperienze professionali e dei requisiti culturali?  No, l’avviso non lo richiedeva. “A Leo e Carlo – scrive Bennardi – mi unisce una lunga militanza nel M5S, un rapporto diretto ed un percorso comune di crescita politica ed umana che ha condotto l’attuale maggioranza alla vittoria nelle ultime amministrative”.

Dunque, i partecipanti alla competizione credevano di concorrere a un posto nello staff del sindaco ma in realtà avrebbero dovuto aspirare alla fiducia di Bennardi. E che cosa avrebbero dovuto allegare al curriculum? Una dichiarazione d’amore, un attestato di fede, un certificato di appartenenza sentimentale e di profonda amicizia? Bastava dirlo, tutto sarebbe stato più trasparente.

L’avviso pubblico recita: “… ai candidati di entrambi i sessi è garantita pari opportunità per l’accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro. Evidentemente Bennardi si fida solo dei maschi.

Suvvia! La pezza è peggio del buco. Bastava chiedere scusa. Bastava ammettere l’errore e promettere maggiore avvedutezza, coerenza e cautela per il futuro. Il sindaco di Matera, invece, ha preferito offendere l’intelligenza dei cittadini, aggiungendo l’ennesimo errore politico ai tanti già commessi in poche settimane di amministrazione. Poteva stare zitto, poteva chiedere scusa, e invece ha parlato nel ruolo di vittima di una speculazione politica ai suoi danni. Poverino.