Vaccini, in Basilicata nella gestione dell’emergenza “si campa alla giornata”

Come per i tamponi anche sul vaccino manca una cabina di regia fatta da tecnici, mentre la politica interferisce creando ulteriori ritardi

“Una volta la colpa è delle Asl, un’altra volta dei medici di base, poi ancora dello Stato che manda pochi vaccini, ora mettiamoci pure la crisi di Governo: la colpa però non è mai della macchina regionale a cui manca una strategia”. A mettere il dito nella piaga è una autorevole fonte interna alla Sanità lucana

Se la prima fase dei vaccini (Pfizer) non è ancora conclusa e si guarda solo a fine febbraio per far partire la seconda fase, “non è un caso”, spiega la fonte. Le altre regioni sono già partite con Moderna, invece sembra che in Basilicata si campi alla giornata, senza un piano vaccinale solido. A mancare, a suo avviso, è una vera cabina di regia. Probabilmente c’è la mano “politica” che invece di accompagnare un Piano vaccinale, che è cosa “tecnica”, interferisce, “fa pressione”, pena l’incapacità di dettarsi un’agenda. E fa un esempio: “E’ stato chiesto ai sindaci di fornire una lista anagrafica degli ultraottantenni residenti nei Comuni, ma in realtà basterebbe collegarsi col sito dell’Istat per avere quelle stesse informazioni. Servirebbero solo 2 o 3 giorni di lavoro”. Ci vede, anche in questo, un possibile tentativo di “scaricare” magari sui sindaci, eventuali e ulteriori ritardi che dovessero verificarsi nelle vaccinazioni future.

Per quanto riguarda i nuovi vaccini, Moderna, ad esempio, pur essendo arrivate le prime dosi, non pare che ci sia un cronoprogramma “su chi dovrà fare cosa e quando”. In genere o saranno i centri vaccinali, o il servizio a domicilio per chi non deambula, le due soluzioni con cui si dovrà partire, con l’ausilio dei medici di famiglia. E ciò dovrà avvenire anche alla svelta.

Eppure non sembra ci sia una programmazione, né una previsione di quante dosi inoculare, quante metterne da parte, compresi i richiami. “Quando si campa alla giornata – sottolinea l’esperto – è chiaro che poi si accumulano ritardi su ritardi”. Ed è stato così “anche sui tamponi, nei mesi scorsi”.

A mancare, quindi, ribadisce, “è una vera cabina di regia fatta di tecnici che sappiano attuare dei Piani”. La “politica regionale” interferisce senza aiutare, anzi, “creando altri ritardi”.

Sarà anche duro l’attacco dell’esperto di sanità lucana, ma se ad oggi, 4 febbraio, sappiamo solo che la cosiddetta fase 2 nella somministrazione dei vaccini in Basilicata dovrebbe iniziare l’ultima settimana di febbraio (fonte Ansa), ecco che le sue parole trovano un immediato riscontro.