Aborto, difficile a Matera. Vizziello (FdI): “Grave pregiudizio alla salute e ai diritti delle donne”

Da metà novembre 2020 le interruzioni volontarie di gravidanza di tipo chirurgico non sono più effettuate

“Nell’ospedale di Matera, a far data da metà novembre dello scorso anno, le interruzioni volontarie di gravidanza di tipo chirurgico non sono più effettuate, una mancanza che arreca grave pregiudizio alla salute delle donne e ai loro diritti e che occorre colmare al più presto, ripristinando un servizio previsto dalla legge e finalizzato a tutelare le donne in un momento particolarmente delicato della loro vita”.

E’ quanto dichiara, in una nota, il Presidente del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia della Regione Basilicata Giovanni Vizziello.

“E’ paradossale che a ben 43 anni dall’approvazione della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza” -prosegue Vizziello- “le donne della provincia di Matera siano costrette a rivolgersi alle strutture sanitarie della provincia di Potenza, o di altre regioni, per usufruire di una prestazione essenziale, svuotando nei fatti il contenuto di una legge che ha rappresentato una svolta epocale nel riconoscimento della libertà di scelta delle donne”.

“Occorre altresì ricordare” -spiega l’esponente di Fratelli d’Italia- “che dopo 10 settimane di gravidanza l’interruzione di gravidanza di tipo chirurgico è l’unica forma di aborto praticabile e, se si rende difficile l’esercizio di questa prestazione, di fatto si finisce col negare un sacrosanto diritto delle donne”.

“Altrettanto auspicabile” -conclude Vizziello- “assicurare il ripristino della partoanalgesia, ossia del cosiddetto parto indolore, che qualifica positivamente l’offerta formativa dell’ASM e rappresenta un freno alla mobilità sanitaria delle partorienti della provincia di Matera verso i punti nascita delle regioni limitrofe