Appalti Basilicata, Uiltucs: “con il centrodestra ritorno al passato”

Il segretario Rosa critica l'approvazioe della nuova legge sulla Stazione Unica appaltante

Il segretario aggiunto della Uiltucs Basilicata in una nota interviene sulla legge regionale approvata ieri sulla Stazione Unica appaltante. 

Di seguito il comunicato stampa.

“Molto è stato fatto in questi anni in tema di protocolli e accordi quadro dalle organizzazioni sindacali in tema di regolamentazione degli appalti pubblici e concessioni di lavori, sevizi e forniture (D.lgs.50/2016). Si è compiuto un passo decisivo in avanti verso la centralizzazione e qualificazione delle stazioni appaltanti, con un netto ridimensionamento numerico, dal punto di vista sindacale, si è potuto inserire l’applicazione del giusto Ccnl, di primo e secondo livello, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, oltre alla regolarità contributiva da parte delle aziende, è stata richiesta una più marcata responsabilità solidale. In questo contesto, importante la previsione e il rafforzamento di clausole sociali e i tetti per le percentuali dei subappalti. Insomma una “cabina di regia” paritetica con le parti sociali, questo è quello che succede in Italia e che noi come Uiltucs Basilicata da anni chiediamo, di fare protocolli e accordi quadro sul codice degli appalti, condizione agevolata dalla presenza in Basilicata della S.U.A.R.B, per promuovere la trasparenza e legalità contrasto al fenomeno del dumping, per quanto riguarda gli appalti, facendo emergere l’imprenditorialità sana e contrastando efficacemente quella degenerata.

Con la legge approvata ieri dal centrodestra in Consiglio regionale si è di fatto smantella la Stazione Unica appaltante (S.U.A.R.B.) che viene svuotata nella sua mission per la quale era stata istituita, ossia di un soggetto aggregatore volto alla trasparenza, all’efficienza e alla velocità negli appalti pubblici. Si sceglie, di tornare indietro nel tempo, mentre nel resto d’Italia si potenziano le SUAB, in Basilicata si torna a dare ai vari enti enti sub-regionali la possibilità di fare da sé. La Uiltucs giudica questa scelta una riorganizzazione non necessaria, che mortifica le ottime performance avute negli anni passati, e che oggi invece viene “frastagliato” ancora di più il sistema degli appalti, la domanda è, ha chi conviene questo ginepraio?

Come Uiltucs di Basilicata abbiamo chiesto da sempre norme più severe di quelle attualmente previste in materia di appalti, settore che facilmente si presta a storture e infiltrazioni criminali a danno dei diritti e della legalità. E non condividiamo affatto la scelta di questo ritorno al passato scelta che avrà una ricaduta inevitabile sui lavoratori impiegati in tutti i settori appaltati e nei servizi e sulle risorse pubbliche. Occorreva invece lavorare per semplificare le procedure, per ridurre il numero delle stazioni appaltanti potenziando quella attuale, superare la burocrazia difensiva ed eliminando la logica del massimo ribasso e del subappalto indiscriminato e soprattutto,procedure di selezione delle imprese contraenti efficienti e rapide, ma di massima garanzia e trasparenza, a tutela di una effettiva libera concorrenza e dei lavoratori. L’emergenza sanitaria che il Paese e la nostra Regione stà affrontando non può essere la giustificazione per un ritorno alla liberalizzazione del sistema degli appalti. Per la Uiltucs infine c’è bisogno di ridurre e qualificare le stazioni appaltanti anche attraverso un piano mirato di assunzione e investimenti per garantire l’interoperabilità delle banche dati, di definire norme che riducano i contenziosi, di estendere e rendere più cogenti le clausole sociali, di garantire l’applicazione dei corretti Contratti Nazionali, di bandire avvisi pubblici che non puntino solo al massimo ribasso dei costi”.

Donato Rosa, segretario regionale aggiunto Uiltucs Basilicata