Dializzati e trapiantati lucani, “invitati a vaccinarsi in altre regioni ma non tutelati in Basilicata”

Aned: alcuni pazienti sono stati chiamati a vaccinarsi nelle regioni dove hanno effettuato l'intervento

Tantissimi pazienti si rivolgono all’Aned (Associazione nazionale emodializzati) quotidianamente per avere consigli e informazioni che ancora a tutt’oggi non ricevono in modo adeguato e, soprattutto, non ricevono in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. Lo scrive l’Associazione in una nota in cui aggiunge: Ad esempio, la Regione Lazio, in piena autonomia, con lungimiranza e visione, ha vaccinato tutti i dializzati già nel mese di gennaio scorso insieme agli operatori sanitari e sta completando la seconda dose del vaccino ai soggetti trapiantati. Si tratta di numeri molto più alti. Veneto, Emilia Romagna e Toscana hanno cominciato in questi giorni, la Puglia sembra che inizi fra una decina di giorni.

Alcuni trapiantati lucani -prosegue l’Aned- hanno ricevuto l’invito a vaccinarsi dai Centri trapianti di altre Regioni, dove hanno effettuato l’intervento, i quali non solo hanno già provveduto a tutelare i pazienti residenti, ma si preoccupano anche di convocare i soggetti provenienti da fuori regione. Ciò per sottolineare che, quando la domanda di salute non viene soddisfatta, saranno, purtroppo, inevitabili gli spostamenti in altre Regioni, si favoriranno ulteriori contatti con un possibile incremento del rischio di contagio in persone che vivono una particolare condizione di fragilità fisica.

Con rammarico-conclude la nota- constatiamo che, nella regione Basilicata, i dializzati, i pazienti in attesa di trapianto e i trapiantati non sono adeguatamente tutelati”.