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Fermenti e trappole dello sviluppo sociale lucano

Vainieri (Centro Studi sociali Uil) commenta e analizza il rapporto Bes-Istat 2020

La nuova metrica del sociale in Basilicata si legge attraverso il recente Rapporto Bes /Istat 2020 (Benessere equo e sostenibile). Un album con i multiformi 152 indicatori che scrutano gli aspetti della condizione attuale di vita e lavoro degli italiani nei suoi ‘mille fiori’. Ed è una lettura sorprendente della crisi da Covid-19 e di quel fiume carsico delle spinte e controspinte per elevarsi oltre il dramma.

A tirare una diagonale tra i tanti numeri del Bes il campo si divide. Per un verso il ‘lato notturno’, poco illuminato, il lato ruvido, ripetitivo del costume dei lucani, insieme al mancato sviluppo locale. Dall’altra parte, come in un dualismo interno, c’è il ‘lato della effervescenza sociale ‘che spinge, avanza, si contamina nei flussi esterni.

La regione mantiene alcuni valori assoluti migliori tra quelle del Sud che pero’ registrano nel tempo una inversione di marcia, un recupero con un miglioramento costante dei dati. La Basilicata invece subisce una lenta ma inflessibile contro tendenza negativa. Specie con riferimento agli indici Salute, Qualità del Lavoro, Condizioni Economiche minime, Innovazione, Ricerca e Creatività.

La prima pagina del catalogo Bes. Come stanno i lucani ?

Nel lato ‘notturno’ e negativo spiccano gli insoddisfacenti 54 anni della ‘speranza di vita in buona salute’ (59 anni media ITA-italiana);l’alto tasso di 17,5 (su diecimila residenti)di ‘morti evitabili’(ITA16/Nord15,5 ).E poi sfigura quel 53%di ‘multicronicità’ (Ita 44%)e quell’inaccettabile 4/1000 nati della ‘mortalità infantile’ (Mezz 3,7/Ita 2,9/Nord2,4).

Modesta appare l’attenzione agli ‘stili di vita’ della popolazione. Nonostante tanti strombazzamenti! Sono elevati i tassi per l’’eccesso di peso’(Bas 50%),la correlata ’sedentarietà’ (Bas 46%, Ita 33,8%, Nord 13%) e l’inadeguata alimentazione’ (Bas 13,6%, Ita 18,8%). Al contrario, nel ‘lato brillante’, rilucono la ‘speranza di vita alla nascita’ (Bas 83 anni ) ,l’indice di salute mentale’(69.); quelli della ‘mortalità da tumori (Bas 8,4%) e da ‘demenze (Bas27%)’.

Come mai permangono questi fenomeni controversi negli ‘esiti ‘di salute ? C’è una correlazione con altri aspetti di causa-effetto come la migrazione ospedaliera in altra regione del 25 %,cui si accompagna il limitato numero di ‘medici di medicina generale’ sui medici in servizio (16%/ Bas, Mezz 21%, Nord 47%). Ed ancora la dotazione sottodimensionata di medici/mille ab. (Bas 3,5).

Ma come stanno i lucani nelle ‘relazioni sociali’? Sono forti i segnali di una ‘società evolutiva’. Cala la ‘soddisfazione’ nelle relazioni familiari (28,5% Bas, Ita 33%, Nord37,7%). A fronte anche di uno scarso sostegno all’infanzia (17% frequenta i nidi). Come se si riducesse la funzione antica della famiglia lucana di recovery e protezione alla ricerca di un campo aperto e moderno dell’autonomia e responsabilità dei soggetti. L ‘87% dei lucani sceglie le‘persone su cui contare’ fuori della famiglia. Le attività di volontariato sono preferite dal 10% . Cosi pure la ricerca del ‘benessere soggettivo e di soddisfazione della propria vita’(46%),con un ‘giudizio positivo sulle prospettive future’ del 28%,e di ‘fiducia generalizzata (22%).

Al contrario incalzano le’relazioni sociali’del ‘lato notturno’. La ’partecipazione sociale’, associativa, no profit ‘e la qualificante ‘partecipazione politica’(53%) sono ferme su tassi lontani dalle regioni del Centro Nord (70%). 

La comunità locale si ‘apre e si chiude al sociale’ e si rifugia al proprio interno in una separatezza. Perché si ha coscienza di vivere in una condizione di ’relativa buona conservazione del proprio habitat’, privo di sostanziale degrado ‘erosivo dello spazio rurale ed ambientale’. Fruendo anche di un buon tasso di dotazione dello spazio verde urbano (550 m2per ab; Trentino 400m2); di una buona qualità dell’aria(PM25/60-solo dopo Sardegna e Molise);di fonti rinnovabili cospicue(96%);cosi pure per le acque reflue e per le ‘aree protette’.

Insomma uno sguardo mite affidabile dei beni naturali e degli abitati .I lucani sono cosi i ‘meno insoddisfatti del luogo di vita’ ed i meno preoccupati del ‘deterioramento del paesaggio’.Senza dire della ‘sicurezza’, con performance molto buone per il rischio criminalità il’ subire reati’ o ‘percepire degrado nella zona di vita’. Ma nei dati si fa largo il fenomeno della violenza sulle donne e della violenza nella coppia.

Com’è il ‘lavoro, l’istruzione e la innovazione’ dei lucani? Il Bes ci informa di un basso tasso di occupazione che oscilla intorno al 53%;di una elevata ‘mancata partecipazione al Mercato del Lavoro’; di una limitata’ trasformazione di lavori instabili in stabili. In assoluto il tasso di infortuni sugli occupati è il più alto in Italia(24/10mila occupati).

Il profilo dell’istruzione è più positivo: un significativo alto tasso di ‘passaggio all’università’ dei diplomati (52,5%),una discreta partecipazione alle attività di ‘formazione continua’, una buona dotazione di ‘Laureati in discipline tecnico scientifiche’ (Bas 18%,Mezz 14%, Ita15%).

Invece troviamo nel territorio negativo la ‘intensità di ricerca’(Bas 0,61%) , la ‘propensione alla brevettazione’ (Bas 9,8%, Mezz 13%, Ita 77%).Ridotta la quota di ‘lavoratori della conoscenza(15,4%);contenuta l ‘innovazione del sistema produttivo’.Insieme ad un incompiuta diffusione del il mondo digitale nelle famiglie, nei servizi, con un ridotto numero degli occupati digitali di base o elevati.

Il Bes 2020 è un quaderno dei cambiamenti lucani possibili e necessari. Ma per cambiare tante sono le progettualità e le idee.

Come si realizzano? Quel che manca è il dialogo sociale, anche il confronto ed il conflitto. Insieme all’affidarsi con premura e ‘consegnarsi’ agli altri ,senza riserve e misure. Agire, muoversi, scegliere anziché attendere il fluire delle cose.

Come dice Camilleri e prima M. Ponty ’il corso delle cose è sinuoso’. Decisivo è passare dal ‘ lato notturno’, dalla ‘pesantezza’ del sistema, alla’ leggerezza’ delle emozioni, dei timori ed ai fermenti, allo ‘stato nascente’ dei contemporanei .Una nuova atmosfera della’ regione di domani’.

Giancarlo Vainieri Centro studi sociali e del lavoro Basilicata – UIL

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