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Fim Uil su liquidatore Asi e Vertenza Giuzio: “Continua la politica del poltronificio”

Lavoratori da 4 mesi senza stipendio, il sindacato chiede l'intervento del Prefetto

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Fim Uilm sul mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori dell’azienda Giuzio. 

“31/12/2020: la Regione Basilicata decide di mettere in liquidazione il Consorzio Asi e di assegnare la gestione delle reti industriali all’acquedotto lucano e dunque all’EGRIB.

22/1/2021: dopo 22 giorni viene presentata in Consiglio Regionale la legge che riforma il consorzio ASI con la nascita dell’API-BAS; ennesima farsa, figlia di una politica mercificatoria; risultato: legge non approvata, diversi consiglieri regionali si danno alla macchia, nascondendosi addirittura sotto la scrivania, privi del coraggio di assumersi le proprie responsabilità. L’epilogo: l’assessore Cupparo si dimette.

16/2/2021: dopo altri 25 giorni – caratterizzati da una crisi nella maggioranza, spaccature vere o presunte, tavoli romani con i vari leader – la legge di riforma viene approvata nonostante le spaccature nella stessa maggioranza.

6/3/2021: dopo altri 18 giorni di paziente attesa, senza sapere cosa sia successo nel frattempo vista la lungaggine, sabato 6 marzo la legge che riforma il consorzio Asi, anzi il carrozzone Asi, viene pubblicata nel BUR Regionale.

11/3/2021: ovvero oggi, dopo ben 70 giorni, non c’è traccia del liquidatore.

La nomina del liquidatore, fondamentale per tanti motivi, sarebbe dovuta essere contestuale alla legge stessa, invece continuiamo ad assistere al fare malsano di una delle peggiori classi politiche, al protrarsi della mercificazione della seggiola o della poltrona senza alcun rispetto delle persone, dei lavoratori, a partire da quelli della Giuzio che da quattro mesi non prendono un soldo a causa della scelleratezza di chi dovrebbe lavorare per la comunità ed invece resta inerme, miope, e soprattutto insensibile, insomma tutti atteggiamenti, che non dovrebbero essere insiti in chi incaricato, dal popolo lo ricordiamo, a legiferare per il bene comune.

Ci vergogniamo, purtroppo, di vivere in Basilicata dove il dovere e il rispetto delle regole e delle leggi viene meno proprio da voi, da chi dovrebbe dare l’esempio virtuoso in quanto rappresentante dei cittadini attraverso l’assunzione di responsabilità nel rendere fattive le scelte per rendere la nostra terra migliore. Invece Bardi deve correre di nuovo a Roma in cerca di un’ intesa nella maggioranza per una schifosa, schifosissima poltrona, quella del liquidatore, che come già detto purtroppo è centrale nella definizione della vertenza Giuzio: senza liquidatore non c’è passaggio delle reti ad Acquedotto Lucano; e dunque sofferenza che si somma a sofferenza, incertezza che si somma ad incertezza; senza liquidatore non c’è la possibilità di istituire un tavolo di confronto circa gli stipendi arretrati dei nostri lavoratori.

Insomma la mancanza di responsabilità nel fare scelte “sane” e la continua salvaguardia del poltronificio, finiscono sul conto dei lavoratori che continuano a pagare: siete degli scellerati! Scellerati per non aver accompagnato una riforma – sicuramente necessaria – lasciando letteralmente a piedi i lavoratori onesti, laboriosi, che ogni mattina garantiscono e stanno garantendo il prosieguo delle attività industriali nella nostra Provincia. Le nostre centinaia di comunicati stampa e gli incontri in Prefettura, visto il risultato di oggi, nulla hanno suscitato, né nella mente né nella moralità di chi gestisce questa vertenza, ma vorremmo essere, nonostante tutto, ancora più chiari, lanciando un messaggio preciso: non aspetteremo più il poltronificio, i tempi del poltronificio. Spiegherete a Stellantis, a Ferrero, Barilla, Eni e Total e a centinaia di altre aziende perché nei prossimi giorni saranno costrette a fermarsi.

Invitiamo sua eccellenza il Prefetto, ringraziandolo del lavoro sin qui svolto, a garantire non solo nei prossimi giorni le attività essenziali, ma anche il lavoro di chi in questi lunghi anni, in questi ultimi mesi, ha garantito nonostante la pandemia la possibilità di continuare a produrre e dunque a creare sviluppo per la nostra Regione.

Fim Uilm Basilicata