Nuovo stadio a Potenza, adesso sono in due a “pensare in grande”: Guarente e Caiata

Individuata nell’ex Cip zoo l’area idonea per realizzare la “Cittadella dello sport” e gli annessi e connessi non dichiarati. La politica suona e gli interessi ballano

 “Il Comune di Potenza ha individuato nell’ex Cip zoo l’area idonea per realizzare la “Cittadella dello sport”, e il nuovo stadio, “avviando l’iter per chiedere alla Regione e al consorzio industriale Asi l’istituzione di un tavolo per il trasferimento dell’area all’amministrazione comunale”. Lo ha annunciato stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore comunale allo sport Patrizia Guma”. È un comunicato diffuso dall’Ansa ieri 12 marzo.

Lo chiedeva, lo stadio, Salvatore Caiata, minacciando di andare in esilio. Patron del Potenza Calcio, coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni, eletto nelle liste del M5S alla Camera e poi espulso. “Pensare in piccolo non fa per me: voglio pensare in grande”, diceva nel gennaio 2020. Proponeva la costruzione del Lions Arena, assicurando di avere tra le mani gli investitori disposti a mollare 50milioni di euro. Aspettiamo ancora di sapere chi fossero.

Un bel project financing che faceva gola a molti per un’operazione immobiliare vantaggiosissima. Un’area – quella dell’ex cip zoo – strategica da tutti i punti di vista: urbanistico, commerciale, della viabilità interna ed esterna.

E già, perché è lì, in quell’area dove i cittadini – 12 mila firme raccolte – vogliono un parco pubblico, che si vorrebbe cementificare. E non siamo certi che l’obiettivo sia esclusivamente sportivo, perché in tal caso, ci sarebbero altre zone idonee ad ospitare una struttura da 10-12mila posti. Ma la polpa è nell’area ex cip zoo, o quella o niente investimenti. Perché oltre lo stadio, – giustamente, legittimamente – ci sarebbero attività commerciali, studi professionali, magari appartamenti e strutture ricettive e di divertimento.

Facemmo notare all’epoca come fosse oltremodo anomalo che un deputato della Repubblica, nonché coordinatore regionale di un partito che conta esponenti nella maggioranza comunale e regionale, vestito da presidente di una squadra di calcio, e chissà, magari anche da imprenditore della stessa cordata che “pensa in grande”, lanciasse una specie di sfida alle istituzioni – Comune e Regione – affinché si esprimessero favorevolmente alla realizzazione dell’opera e si sbrigassero ad avviare e chiudere tutte le procedure amministrative necessarie.

Il sindaco di Potenza, Guarente, ebbe a dire in quei giorni che “la raccolta firme è stata promossa in un’epoca diversa, quando non esisteva il Parco Fluviale del Basento. Non sono contrario a prescindere, a differenza di qualcuno in questa città, ritengo che tutte le ipotesi debbano essere vagliate e sarà la cittadinanza con un sondaggio ad esprimersi”. E aggiunse: “Mi appassiona poco l’area dove potrebbe sorgere il nuovo stadio… nell’ottica di Potenza Città Europea dello Sport 2021, l’ipotesi privata a costo zero per le casse comunali avanzata da Caiata si sposerebbe con la città dello sport immaginata dal Comune…” In campagna elettorale Guarente aveva usato più cautela per non inimicarsi i sostenitori del Parco.

Adesso, però pare che l’area che appassiona il sindaco sia proprio quella dove i cittadini avrebbero voluto un parco attrezzato. E del famoso sondaggio, nemmeno l’ombra.

Ad ogni modo ripetiamo quanto già scritto nei momenti della polemica promossa da Caiata.

C’è un solo modo per fare le cose per bene. La città ha bisogno di un nuovo stadio, d’accordo. Allora sia il Comune a realizzarlo, sia il Comune a individuare un’area idonea che non sia l’ex cip zoo, sia l’amministrazione comunale a trovare le risorse, sia il Comune protagonista e proprietario dell’opera. L’operazione “nuovo stadio” deve essere trasparente e assumere un forte carattere di interesse pubblico, da tutti i punti di vista.

Cittadini e tifosi, saranno così tutti contenti. Il parco e lo stadio.  E in futuro potremo evitare cattive sorprese. Quelli che pensano in grande siano più umili, più cauti e meno prepotenti. Il sindaco faccia il sindaco di tutti i cittadini.