Pass covid, Pedicini: “Utile se consente di spostarci liberamente, no a usi restrittivi”

L'eurodeputato: Coordinarsi è un compito degli Stati membri

“Adottare il passaporto vaccinale deve voler dire riaprire i confini – superando le limitazioni oggi applicate agli spostamenti nell’area Schengen – e agevolare la riapertura di tutte le attività chiuse perché considerate luoghi ad alta trasmissione di contagio. Potrebbe essere un’opportunità di rilancio per tutti i settori dell’economia che stanno risentendo delle chiusure, oltre che per ristabilire la normalità nella vita di tutti noi”. A dirlo, in una nota è l’eurodeputato Piernicola Pedicini.

“Ben diverso – rileva Pedicini – è un eventuale utilizzo restrittivo, che si estenda all’accesso ai servizi come la ristorazione, i cinema, la cultura, i teatri. E’ un uso che chiaramente non andrebbe consentito perché contraddirebbe la logica del documento stesso.”

“Adottare il passaporto vaccinale deve voler dire riaprire i confini – superando le limitazioni oggi applicate agli spostamenti nell’area Schengen – e agevolare la riapertura di tutte le attività chiuse perché considerate luoghi ad alta trasmissione di contagio. Potrebbe essere un’opportunità di rilancio per tutti i settori dell’economia che stanno risentendo delle chiusure, oltre che per ristabilire la normalità nella vita di tutti noi” così in una nota l’eurodeputato Piernicola Pedicini.

“Ben diverso – rileva Pedicini – è un eventuale utilizzo restrittivo, che si estenda all’accesso ai servizi come la ristorazione, i cinema, la cultura, i teatri. E’ un uso che chiaramente non andrebbe consentito perché contraddirebbe la logica del documento stesso. Coordinarsi per evitare situazioni del genere è un compito degli Stati membri – conclude l’eurodeputato – ma mi auguro che le indicazioni su questo punto siano univoche”.