Quantcast

Petrolio Basilicata, Eni condannata per traffico illecito di rifiuti

La sentenza del collegio giudicante presieduto da Rosario Baglioni, chiude il processo di primo grado svoltosi al tribunale di Potenza

Al termine di una camera di consiglio durante circa 8 ore, il giudice Rosario Baglioni che ha presieduto “il processo per smaltimento illecito di reflui petroliferi ha condannato Eni.

La pm titolare dell’indagine, Laura Triassi, aveva chiesto complessivamente 112 anni di reclusione e oltre 2 milioni e mezzo di pena pecuniaria. 35 gli imputati e dieci le società coinvolte.

Il processo che si chiude oggi, in primo grado, è scaturito da un’indagine coordinata dalla Procura di Potenza e condotta dal Noe dei Carabinieri, che nel marzo 2016 portò all’arresto di 6 funzionari Eni con l’accusa di smaltimento illecito di reflui petroliferi e sforamento delle emissioni in atmosfera al Centro Olio di Viggiano.

Per quanto riguarda lo smaltimento illecito di rifiuti petroliferi, l’accusa aveva evidenziato che l’acqua separata dal greggio estratto nell’impianto della Val d’Agri era stata classificata erroneamente come rifiuto non pericoloso, nonostante all’interno vi fossero sostanze tossiche e quindi da indicare con appositi codici non utilizzati. Quei rifiuti erano stati smaltiti in impianti della Basilicata (Val Basento) e non, ritenuti non idonei.

Il reato per il quale il tribunale ha condannato l’azienda del cane a sei zampe è il reato di traffico illecito di rifiuti. Inoltre il giudice ha condannato la compagnia petrolifera al pagamento di una sanzione amministrativa di 700mila euro e alla confisca di circa 44,2 milioni di euro, da cui sottrarre i costi già sostenuti per l’adeguamento degli impianti.

Condannati per traffico illecito di rifiuti: Ruggero Gheller, già direttore del distretto meridionale Eni, (condannato a 2 anni) Enrico Trovato, Roberta Angelini, Vincenzo Lisandrelli,( 1 anno e 4 mesi)  Nicola Allegro e Bagatti Luca (anni 2) , dirigenti Eni.

Salvatore Lambiase ex dirigente del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata, anche lui condannato a 1 anno 6 mesi di reclusione.

Tutti i condannati sono stati, inoltre, interdetti dai pubblici uffici, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, nonché dichiarati incapaci di contrattare con la Pubblica Amministrazione, per la durata di un anno.

Assolti, invece, gli ex Dg dell’Arpab Raffaele Vita e Aldo Schiassi.

Esclusa la responsabilità delle altre Società coinvolte, tra cui Tecnoparco Val Basento.

Il giudice si è riservato 90 giorni per il deposito della motivazione della sentenza. Clicca Qui per leggere il dispositivo della sentenza