Phylum, album d’esordio del vibrafonista lucano Nazareno Caputo

Al centro del disco la ricerca musicale focalizzata sugli elementi strutturali di un organismo musicale.

Phylum è l’album d’esordio del vibrafonista lucano Nazareno Caputo. Il disco, uscito il 22 febbraio scorso per Aut Records, è stato registrato con Ferdinando Romano al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria ed è una ricerca musicale focalizzata sugli elementi strutturali di un organismo musicale.

A spiegare la genesi del suo lavoro è lo stesso autore. La parola “Phylum” -spiega Caputo-è utilizzata in zoologia e botanica per indicare un preciso gruppo tassonomico. Organismi facenti parte di un determinato phylum condividono lo stesso piano strutturale ma il loro sviluppo morfologico non li conduce necessariamente nelle stesse direzioni. La musica del trio parte da concetti simili, prendendo le mosse dallo sviluppo di una struttura musicale ed elabora la propria idea seguendo percorsi differenti e complementari. Il risultato sono brani che contengono elementi morfologici molto diversi tra loro e risultati estetico-stilistici riconducibili ai più variegati linguaggi, muovendosi in particolare tra jazz e musica colta contemporanea. Tutto è unito indissolubilmente dalla comune origine e appartenenza alla stessa idea musicale, allo stesso phylum. Il disco si sviluppa a partire dalle riflessioni sui concetti di struttura e di complessità, cari al musicista fin dai tempi dei suoi studi di architettura. Phylum è un atto di amore verso la complessità, verso tutto ciò che è nascosto, che non appare subito, che va scovato, verso tutto ciò che non è sempre facilmente intellegibile, verso ciò che procede lentamente, verso l’anomalia, verso l’eccezione, “l’anello che non tiene”. La complessità fa parte del mondo che ci circonda e confrontarsi con essa è una delle attività più belle che la nostra mente possa compiere”.

Nazareno Caputo ha studiato percussioni classiche al conservatorio Gesualdo da Venosa di Potenza e al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, dove si è diplomato nel 2013 con il massimo dei voti e lode e partecipa all’attività concertistica dell’Orchestra del Cherubini del capoluogo toscano. Ha debuttato come solista nel concerto per Vibrafono e orchestra di Emmanuel Sejournè, eseguito nella Sala del Buonumore di Firenze. Ha studiato all’Accademia del Suono di Milano, dove ha seguito i corsi di perfezionamento in vibrafono con Andrea Dulbecco.

La sua formazione spazia dalla frequentazione ai Laboratori Permanenti di Ricerca Musicale tenuti da Stefano Battaglia all’interno dell’accademia di Siena Jazz a diverse Master-Class e ha studiato con importanti musicisti del panorama internazionale, tra cui Enrico Rava, Andrea Dulbecco, Dado Moroni, Fabian Pèrez Tedesco, Domenico Fontana, David Friedman, Mike Mainieri, Stefano Battaglia, Matt Mitchell, Michele Corcella. Ha frequentato diversi seminari jazz, tra cui i seminari estivi di Siena Jazz e Nuoro Jazz (dove vince due borse di studio, tra cui quella di migliore allievo nel 2016).

Tra i vincitori dei Jazzit awards del 2018 per la categoria vibrafono, compare come sideman in diversi progetti, tra cui Moksha Pulse di Umberto Tricca e Totem di Ferdinando Romano (con Ralph Alessi) e ha dato vita a diverse collaborazioni in duo (con l’arpista Stefania Scapin, la contrabbassista Gina Schwarz e con Leonardo Radicchi nel progetto LOGOS). Nell’ambito della musica cameristica è membro di diverse formazioni, tra cui: Stefano Battaglia Tabula Rasa Ensemble, Ensemble de Angelis, Bruno Tommaso Jazz Workshop.

Incide come leader del progetto Phylum il primo album della formazione, che vede al contrabbasso Ferdinando Romano e alla batteria Mattia Galeotti.

Nazareno Caputo si è esibito in vari festival in Italia e all’estero, quali il 77°Festival del Maggio Musicale Fiorentino, Fabbrica Musica, il Musikfest der MGNM di Monaco di Baviera, Time in Jazz, Nuoro Jazz Festival, Milestones Music Festival. E’ laureato in architettura all’Università di Firenze e alla ricerca musicale affianca quella architettonica.