Quantcast

Stellantis, Lomuti (M5S): No al depotenziamento sito Melfi, subito tavolo al Mise

“La proroga della cassa integrazione, fino al 2 maggio, per le 7 mila tute blu non lascia presagire nulla di buono"

La proroga della cassa integrazione, fino al 2 maggio, per le 7 mila tute blu del gruppo Stellantis di Melfi non lascia presagire nulla di buono. Anzi, sembra contraddire la tesi di un rilancio del sito, con l’ipotesi di avviare un terzo turno di lavoro in catena di montaggio per circa un migliaio di lavoratori del gruppo automobilistico, nato dalla fusione di Fca e Peugeot. Senza considerare le ricadute sul fronte occupazionale che un eventuale depotenziamento della fabbrica di Melfi potrebbe avere nelle aziende dell’indotto, che producono componenti per auto”.

Lo afferma, in una nota, il senatore del MoVimento 5 Stelle, Arnaldo Lomuti, che ha depositato a Palazzo Madama un’interrogazione parlamentare, firmata da una ventina di colleghi dei 5S e indirizzata al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per chiedere la convocazione di un tavolo al Mise con i rappresentanti del governo nazionale, regionale e le parti sociali sul futuro dal sito Melfi.

Con la proroga di ulteriori tre settimane degli ammortizzatori sociali per gli operai di Melfi salgono a 17 le settimane di Cig, attivate dal gruppo in Basilicata”, sottolinea Lomuti, che aggiunge: “nonostante le rassicurazioni del gruppo, avvenute nelle diverse assemblee sindacali dei giorni scorsi, i lavoratori sono preoccupati. Qualsiasi ipotesi di ridimensionamento del sito va scongiurata . Soprattutto – osserva il senatore lucano – se consideriamo che l’ex Fiat, poi Fca e oggi Stellantis, ha ottenuto 6 miliardi e 300 milioni di euro dallo Stato con una garanzia Sace all’80% per sostenere la ripartenza di una filiera, che conta 10 mila piccole imprese e vale il 6,2% del Pil”.

Per Lomuti un’eventuale ipotesi di riduzione dell’attività a Melfi “sarebbe allarmante e paradossale, oltre che in assoluta contraddizione rispetto alla mission e agli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che punta alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica, destinando circa 70 miliardi di euro per le filiere produttive e per incentivare la diffusione di mezzi di trasporto non inquinanti. Chiedo un intervento del governo e auspico l’immediata convocazione di un tavolo di confronto con la Regione Basilicata, le associazioni di categoria e i vertici del gruppo Stellantis per trovare tempestivamente una valida e rassicurante soluzione a tutela dell’occupazione in una regione in piena crisi demografica, che conta appena 560 mila abitanti”, conclude il senatore del M5S.