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Vaccinazioni, pubblicate le raccomandazioni sui gruppi target

Il ministero della Salute, l’ISS e l’Aifa spiegano quali sono le categorie prioritarie della prima fase della campagna vaccinale

Il documento individua come categorie prioritarie della prima fase della campagna vaccinale: gli operatori sanitari e sociosanitari, il personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, gli anziani over 80, le persone dai 60 ai 79 anni, la popolazione con almeno una comorbidità cronica.

Vengono inoltre indicate anche le successive categorie di popolazione da vaccinare, a seguito dell’aumento delle dosi di vaccini disponibili, tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità.

Il Piano riporta che le raccomandazioni su gruppi target a cui offrire la vaccinazione saranno soggette a modifiche e verranno aggiornate in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni disponibili, in particolare relativamente a efficacia vaccinale e/o immunogenicità e sicurezza dei vaccini disponibili in diversi gruppi di età e fattori di rischio, effetto del vaccino sull’acquisizione dell’infezione, sulla trasmissione e sulla protezione da forme gravi da malattia e sulla evoluzione della situazione epidemiologica.

Il documento suggerisce il seguente ordine di priorità delle categorie di persone da vaccinare nel proseguimento della campagna vaccinale: Categorie prioritarie in base all’età e alla presenza di condizioni patologiche: – Categoria 1. Elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave); – Categoria 2: Persone di età compresa tra 70 e 79 anni; – Categoria 3: Persone di età compresa tra i 60 e i 69 anni; Categoria 4: Persone con comorbidità di età inferiore a 60 anni senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili; Categoria 5- resto della popolazione con età inferiore a 60 anni.

Sono inoltre considerate prioritarie le seguenti categorie, a prescindere dall’ età e dalle condizioni patologiche, quali: – Personale docente e non docente, scolastico e universitario, Forze armate, di Polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali.

Sarà inoltre possibile, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all’interno dei posti di lavoro, a prescindere dall’età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione. Qui il documento completo