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Acquedotto Lucano perde altri 500mila euro per bollette prescritte: un applauso ai dirigenti

Pare che l'Azienda, oltre a perdere acqua dalla rete idrica, non sappia neanche vendere quella che arriva ai rubinetti

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    Ce ne siamo occupati nell’ottobre 2020. La nuova integrazione alla legge di bilancio 2020, numero 160 del 2019 e le successive direttive emesse da ARERA (L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) prevedeva, per ciò che riguarda le bollette relative ai consumi idrici e fognari, una prescrizione di due anni.

    Questo vuol dire che le bollette a conguaglio l’Acquedotto può riscuoterle solo per gli importi relativi agli ultimi due anni, il resto che precede i due anni, è prescritto. La circostanza si verifica per causa della mancata lettura dei contatori. Ed è quanto accaduto all’ Acquedotto Lucano.

    Abbiamo scritto all’epoca sul rischio di una perdita rilevante, da somme inesigibili, per l’azienda, dovuta alla mancata lettura dei misuratori

    Ebbene la perdita, a distanza di 6 mesi dal nostro articolo, si è materializzata, purtroppo ancora parzialmente. È attestata a consuntivo ad aprile 2021 in euro 489.642,22 come è evidente nel documento allegato. In sostanza quello che si vede è il numero del conto su cui vengono caricati tutti gli storni da prescrizione nel quadro contabile del sistema informatico aziendale e quindi tale dato ha valore di consuntivo.

    Dobbiamo fare un applauso ai dirigenti di Acquedotto Lucano, in genere non ne azzeccano una, ma in questo caso il dato è perfettamente in linea con quanto da loro previsto e che nel nostro articolo avevamo quantificato in circa un milione di euro a fine 2021.

    In sei mesi si sono persi circa cinquecentomila euro ed a fine anno sicuramente si sarà perso almeno un milione di euro, a meno che gli utenti non si sveglino in massa, poiché molti non hanno ancora capito che si può avere il rimborso su conguagli per bollette superiori a due annualità.

    In sostanza quindi Acquedotto Lucano ha fornito acqua potabile gratis a molti cittadini della Regione Basilicata nelle cui abitazioni nessuno, per oltre due anni, ha letto i numeri del contatore. Tutto questo a spese dei contribuenti paganti. Sembrerebbe che i dirigenti di Aql S.p.A. oltre a sprecare l’acqua perdendola dalle reti, non sappiano neanche vendere quella che arriva ai rubinetti.

    Eppure, l’attività di lettura e verifica dei misuratori è una delle prerogative aziendali principali di Acquedotto Lucano e non farla espone i due dirigenti preposti, che ricordiamo sono il capo della direzione commerciale e il capo della direzione amministrativa, a serie critiche, se non addirittura alla responsabilità per danno patrimoniale.

    Infatti la norma sancisce, art. 82 R.D. 2440/1923, che «il dirigente che per azione od omissione, anche solo colposa, cagioni danno allo Stato, è tenuto a risarcirlo».

    Anche nell’art. 18 R.D. 3/1957 è espresso il medesimo concetto, laddove si stabilisce che «l’impiegato delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, è tenuto a risarcire alle amministrazioni stesse i danni derivanti da violazioni di obblighi di servizio».

    In questo caso omettendo di effettuare le letturazioni dei misuratori per svariati anni i dirigenti in questione avrebbero causato un danno, che si aggira intorno al milione di euro, alla Regione Basilicata e a tutti i Comuni soci di Acquedotto Lucano Spa.

    Ovviamente si obietterà che Acquedotto Lucano Spa non è un ente pubblico ma una società privata e che quindi questa norma non si applica. Bisognerebbe anche ricordare però che il Consiglio di Amministrazione e il direttore generale sono già stati rinviati a giudizio, per un’altra vicenda, per danno patrimoniale dalla Corte dei Conti. La stessa Corte che si occupa dei danni patrimoniali che riguardano le amministrazioni pubbliche.

    Adesso il problema è capire chi sarà chiamato a pagare il danno, considerato che un gruppo di cittadini avrebbe deciso di chiamare in causa la Corte dei Conti su questa faccenda?

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