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Approvazione bilancio regionale, Cifarelli: “tanto peggio tanto meglio”

"Un esecutivo regionale in mezzo al guado, prigioniero ed incapace di liberarsi dai fatti del passato senza visione e senza alcuna priorità per il futuro

La sensazione che si ha è che, si tratti della discussione sul bilancio o di qualsiasi altra cosa, in Consiglio regionale la recita è sempre la stessa: un esecutivo regionale in mezzo al guado, prigioniero ed incapace di liberarsi dai fatti del passato (a cui attribuisce ogni responsabilità), senza visione e senza alcuna priorità per il futuro (questo per colpa del covid).

E’ quanto dichiara il capogruppo PD in Consiglio regionale Roberto Cifarelli a margine della seduta del Consiglio regionale sul bilancio.

A due anni di avvio di questa esperienza di governo di centrodestra, ci saremmo aspettati un governo ormai maturo in grado di dare un indirizzo preciso del prossimo futuro della nostra regione. Invece, tanto sul documento programmatico propedeutico al Piano Strategico, quanto sul Documento di Economia e Finanza regionale, quanto sulla Legge di stabilità 2021 e sul bilancio triennale 2021-2023, non abbiamo ancora ascoltato nulla se non interventi di qualche assessore a rimorchio di altri interventi. Tradizionalmente attraverso la destinazione delle risorse disponibili viene fuori l’identità politica di quell’insieme di azioni, di misure e di interventi che determinano la crescita e la vita di un territorio. Poi si può essere d’accordo o meno, però, si discute, ci si confronta e, sovente, il provvedimento finale risulta essere anche migliore rispetto al provvedimento iniziale.

Non è il nostro caso, in quanto, il tempo delle scelte sembra che in Regione Basilicata non arrivi mai.  E’ successo con il Piano Strategico, è successo con il Piano Regionale di Ripresa e di Resilienza, è avvenuto con la stessa programmazione dei fondi 2021 2027, è avvenuto con questa manovra finanziaria che al ritardo clamoroso con il quale è stata approvata, associa una evidente mancanza di imprinting politico sull’atto in discussione.

Il comune denominatore, continua Cifarelli, che ha attraversato i suddetti atti di programmazione è rappresentato dallo scarso coinvolgimento delle componenti sociali ed economiche lucane, dalla incapacità di fare delle scelte, dalla conseguente impalpabilità delle decisioni intraprese e quindi delle priorità da perseguire.

Il nostro atteggiamento, conclude Cifarelli, è e continuerà ad essere propositivo. Non ci rassegniamo all’idea del “tanto peggio tanto meglio”, perché in gioco è il futuro dei lucani. Del Presidente Bardi rimarrà memorabile il tweet con il quale auspicava, preannunciandola, la dichiarazione di zona gialla per la nostra regione che poi è stata invece confermata arancione. Fumo negli occhi utile per la propaganda,  ma che al primo vento scopre inesorabilmente la triste realtà.