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Centro Olio di Viggiano: “I nuovi padroni e le dodici ore di Eni”

Fim Fiom Uilm: Quello che sta accadendo è di assoluta gravità

Quello che sta accadendo all’interno del centro oli di Viggiano è di assoluta gravità che va non solo attenzionata agli organi preposti ma ricondotta nei binari della legalità e nel rispetto delle norme legislative e contrattuali. Eni ha annunciato da tempo che a partire da fine aprile porrà in essere la cosiddetta fermata generale che durerà circa due mesi, con un avvio già oggi in fase avanzata, e sicuramente con una coda di attività nel mese di giugno e luglio.

In una fase pandemica come questa dove, nel mese di marzo nella nostra terra sono stati registrati numerosi casi di Covid, purtroppo anche mortali, con numeri impietosi che fanno rabbrividire e dovrebbero far riflettere tutti; in Val D’Agri Eni ha deciso in maniera unilaterale, bypassando ogni confronto sindacale, cosi come previsto dai protocolli di sicurezza, stilati con le categorie sindacali interessate, che rappresentano gran parte dei lavoratori dell’indotto.

Noi non sappiamo nulla, l’unica occasione di confronto è stato un incontro interlocutorio avuto con Confindustria dopo numerosi solleciti che non ha lasciato traccia, e soprattutto non abbiamo ricevuto quelle giuste e doverose risposte; Eni continua nel suo atteggiamento poco consono, nella totale mancanza di rispetto delle comunità, delle Organizzazioni Sindacali, dei lavoratori e dei cittadini perché ha deciso di azzerare ogni relazione -probabilmente scegliendo ad hoc i propri interlocutori – e il confronto sindacale.

Siamo preoccupati visto che da qui a breve entreranno, o stanno già entrando, centinaia e addirittura migliaia di lavoratori, provenienti da ogni parte di Italia o dal mondo, in una fase molto delicata che andrebbe costruita insieme ascoltando tutte le parti interessate per trovare e ricercare le migliori soluzioni. Invece il nulla.

Altresì gravissima l’imposizione di Eni, all’interno del Centro Oli di Viggiano, delle dodici ore di lavoro consecutive senza minimamente pensare a niente e a nessuno; aziende contrattiste che iniziano in maniera unilaterale – vedasi ultima comunicazione di Val D’Agri Manutenzioni Scarl che si allega – ad inoltrare comunicazioni di variazione di orario di lavoro e di turni di dodici ore e ciò ovviamente con il benestare anzi con l’imposizione da parte di Eni.

Il CCNL metalmeccanico ad esempio non prevede in nessun caso l’adozione delle 12 ore ma ciò non basta, per Eni il contratto nazionale metalmeccanico è un di cui, perché il cane a sei zampe, cara Sua Eccellenza il Prefetto, crede che con il petrolio si possa prevalere su ogni cosa e su ogni persona stralciando diritti, regole e norme contrattuali e ovviamente la vita e la sicurezza dei lavoratori.

Noi diciamo No perché in Italia ci sono le regole e in tal senso chiediamo da subito un incontro a Sua Eccellenza il Prefetto perché tutti devono essere edotti di quello che accadrà tra qualche giorno all’interno del Centro Oli di Viggiano, in maniera tale che nessuno potrà dire di non saperne nulla o mettere in campo teatrini di diversa natura.

I lavoratori muoiono ogni giorno all’interno dei luoghi di lavoro, basta vedere i dati Inail, e purtroppo la morte accaduta qualche giorno fa nel cantiere di realizzazione della Tito-Brienza, dimostra che i lavoratori sono sempre più esposti a causa dei ritmi di lavoro, degli orari di lavoro, dagli straordinari forzati dovuti alla solita frenesia aziendale di ottimizzare ogni cosa e molte volte ciò sfocia nella mancanza di rispetto dei decreti legislativi 81/08 e 66/2003 e dei contratti nazionali.

Chiediamo altresì urgentemente agli organi competenti, a partire dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dai servizi ispettivi di Inail e Inps, di intervenire immediatamente, prima che possa succedere altro affinché anche Eni e tutte le aziende dell’Indotto vengano riportate nei binari giusti, quelli del rispetto delle regole.

Fim Fiom Uilm