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“Con il ‘trucchetto’ del codice fiscale si stanno vaccinando anche i 20enni, ma a me non è permesso”

Lo sfogo di una donna del Vulture-Melfese: vivo in casa con mia madre ultra 80enne e con gravi patologie, ma...

“Aspetterò qualche altro giorno e poi mi recherò in Procura a denunciare quella che a mio avviso è una grave irregolarità”. La signora Carla, vive in un paese del Vulture -Melfese, ha 57 anni e una madre 86enne, invalida al 100% e con gravi patologie, che è stata vaccinata tra febbraio e marzo. L’anziana madre vive in casa con lei, suo marito e sua figlia. La signora ha provato in tutti i modi a prenotare la vaccinazione come “caregiver” purtroppo però non è riuscita- spiega- “non essendo prevista una apposita sezione sulla Piattaforma di Poste per chi come me ha un genitore ultra80enne vaccinato quando ancora non era stata attivata la piattaforma on line”.

Carla non si è arresa e ha cercato di venirne a capo: “al Numero Verde mi hanno spiegato che fin quando la Regione Basilicata non inserirà i codici fiscali degli ultra80enni non possono accettare prenotazioni da chi se ne prende cura e convive con loro”. Anche alla Asp, a cui si è rivolta, le hanno sostanzialmente detto la stessa cosa: “mi hanno assicurato che avrebbero sollecitato più volte la Regione ad intervenire per permettere a chi si prende cura di un ultra 80enne di potersi vaccinare”.

“Perché- ammette Carla- è vero che mia madre con il vaccino adesso è più protetta, ma se mi contagiassi io, o mia figlia, potremmo metterla comunque a rischio considerato il suo precario stato di salute. Lavoro in un ufficio al contatto con il pubblico, oltre a svolgere tutte le altre incombenze quotidiane, come fare la spesa, recarsi dal medico, in farmacia e non essendo vaccinata potrei portare il virus a casa”.

Quello che la signora Carla trova “ingiusto” “oltre che vergognoso” è aver scoperto che alcuni conoscenti, anche molto giovani, si siano vaccinati ricorrendo ad un “escamotage”. Grazie all’utilizzo del codice fiscale di una persona fragile è consentito ad altre tre persone, che dovrebbero essere conviventi o che si prendono cura quotidianamente di loro, di poter prenotarsi immunizzare. A qualsiasi età. “Solo che- spiega la donna essendone venuta a conoscenza- non sempre queste persone sono effettivamente conviventi o si prendono cura di una persona fragile, anzi, in alcuni casi posso assicurare che non si conoscono nemmeno”.

Ma c’è un’altra cosa che la 57enne ritiene di dover evidenziare. “Qualcuno”, nella cittadina in cui la donna vive, con la scusa di vaccinare più gente possibile si sarebbe premurato di contattare i fragili per chiedere loro il codice fiscale da utilizzare per persone che nemmeno conoscono. “Capisco che è meglio vaccinarne 100 che 50- conclude Carla- ma questo deve avvenire rispettando le regole. Spero che dopo questo mio appello, la Regione provveda a dare la possibilità anche a noi, figli di ultra 80enni di cui ci prendiamo cura di poter prenotare senza attendere che arrivi il turno per la nostra fascia d’età, se non accadrà nulla mi vedrò costretta ad agire nelle sedi competenti”.