Quantcast

Il metodo “carro bestiame”: sintesi di una giornata da dimenticare

Vaccini in "offerta". I nostri anziani non meritano tanta indecenza: la propaganda sulla pelle dei cittadini

Va bene che si decida di fare le vaccinazioni, senza prenotazione, perché magari avanzano delle dosi di AstraZeneca e per accelerare la lotta al covid.  Farlo come è stato fatto a Potenza oggi, però, impone una riflessione sulla considerazione che chi amministra questa terra ha dei suoi cittadini.  E anche se il “successo” è arrivato a fine giornata con oltre 3mila vaccinati (e non era scontato con quello che è accaduto nelle ultime settimane riguardo al siero anglo svedese) non si può far finta di nulla di fronte ad una gestione che gli stessi cittadini hanno ritenuto vergognosa soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

Era cominciato tutto domenica pomeriggio con un annuncio, del presidente Bardi, che aveva un po’ il sapore di quelle offerte speciali che trovi al supermercato. Vaccino AstraZeneca senza prenotazione per la fascia d’età 79-60 per i giorni, 12, 13 e 14 aprile. E già questo aveva scatenato tanta confusione tra i lucani che tuttavia di buona mattina si sono recati ai punti vaccinali allestiti nelle tende donate dal Qatar a Potenza e Matera. Se nella città dei Sassi è andata meglio (anche qui c’è chi ha atteso sotto il sole dalle 8 alle 13) a Potenza invece è andato in scena una saggio ben riuscito dell’incapacità a gestire questa emergenza con un minimo di logica e razionalità.

Perché se annunci, di domenica pomeriggio, l’avvio delle vaccinazioni senza prenotazioni per l’indomani mattina, dovresti aspettarti un eventuale grande afflusso di gente con assembramento assicurato.

Perché se le vaccinazioni le fai vicino a un ospedale, il più grande della regione, dovresti mettere in conto che potrebbero verificarsi problemi all’accesso a quella struttura.

Perché se conosci veramente il territorio che amministri dovresti immaginare che può esserci gente, tra l’altro anziana, che arriva anche da fuori Potenza, dopo essere partita all’alba per non perdere la possibilità di poter finalmente ricevere il vaccino e cominciare a vedere la “luce in fondo al tunnel” dopo un anno di restrizioni e paura.
Dovresti immaginare che quelle persone non possono stare tanto tempo in piedi, sotto il sole prima e la pioggia poi, come è accaduto.

Dovresti immaginare ogni possibile scenario e predisporre un’organizzazione consona Magari dividere in fasce d’età e iniziali del cognome, come poi si è deciso di fare per i due giorni a venire. Era il minimo sindacale e invece…

Abbiamo dovuto ascoltare signore di una certa età lamentarsi di non avere nemmeno possibilità di andare in bagno, abbiamo dovuto vedere persone anziane e con problemi della deambulazione sedute su un marciapiede, abbiamo dovuto vedere gente ammassata tenuta a bada dai carabinieri.

E ancora un dubbio: se si prenota sulla piattaforma al termine della procedura compare una serie di documenti da stampare e portare con sé il giorno della vaccinazione, tra questi il certificato anamnestico, documento sullo stato di salute della persona che dovrebbe compilare il medico di medicina generale. In questo caso come si è proceduto, atteso, che probabilmente nessuno lo ha portato con sé? E’ bastato dichiarare quali sono le patologie di cui si soffre?

Sarà stato pure un “successo” visto il numero di persone che non ha avuto paura del siero tanto temuto. E’ stata una debacle per la dignità: quella dei nostri anziani calpestata, perché trattati come come bestie nonostante portassero nel cuore la sofferenza per un anno trascorso in solitudine e il timore di finire in una terapia intensiva e non uscirne più. Ha vinto l’indecenza con cui invece si è preferito trattarli.