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Indotto Total: “padri di famiglia mandati a casa per far spazio a chi arriva da Senise e Francavilla in Sinni”

Aleggia lo spettro dell'emigrazione per alcuni lavoratori della Valle del Sauro a cui non è stato rinnovato il contratto: "qui ci sono povertà e miseria"

Se ne parla in modo silenzioso davanti ai bar semichiusi di aprile. Qualche spiffero giunge sino all’uscio dei Municipi. A Gorgoglione, Stigliano, Guardia Perticara, Armento. Succede che nelle ultime settimane per alcuni lavoratori dell’Indotto Total sia scaduto il contratto. Manodopera più o meno qualificata. Padri di famiglia a cui spesso manca anche un sindacato a cui fare riferimento perché era questa l’unica via per ‘andare a faticare’.

Fatto sta che diversi lavoratori, fino al mese scorso operanti al servizio di ditte subappaltrici della multinazionale francese, ora sono a casa. Al loro posto sono stati scelti, per i nuovi contratti, volti nuovi, ma spesso meno specializzati. Alcuni, indicherebbero le voci, proverrebbero dall’area di Senise e Francavilla in Sinni. Al di là del fato, della casualità, sempre invocabili, qualcuno, nei paesi del Sauro e di Tempa Rossa, si chiede il perché di questa nuova ‘affinità elettiva’.

Scorcio di Armento

Armento

Qualcun altro si chiede, come mai, proprio in una fase in cui Total ha dovuto fermare o comunque rallentare la produzione, a causa dell’alt intimato dalla Regione, proprio dall’area del ‘Senisese’ ci sia l’imbarcata di nuovi lavoratori. Ma si tratta pur sempre di spifferi. Gli stessi che indicano come tra gli addetti alla Total e agli Indotti, forti rappresentanze di lavoratori siano sempre piovute dalla Val d’Agri e persino dall’area di Lauria. Sempre quel fato misterioso, o la solita manina politica che sa muovere i fili non appena la ‘storia’ gliene offre la possibilità?

Gli interrogativi aleggiano, nella valle del Sauro e tra gli spacchi di queste sceniche montagne. Poca voglia di parlare, tra i cittadini. Di veleni ce ne sono già tanti. Ma è poco il pane. Nessuno parla tra queste aride valli bagnate dal fiume Sauro. Ma sembra che anche i ciottoli in terra osservano, diffidenti, il tuo cammino. Qui “c’è povertà, c’è miseria”. E chi non emigra ha poco da portare in tavola. Solo la Total e le giuste entrature politiche e imprenditoriali, possono aiutarti a sbarcare il lunario. “Meglio non parlarne, però, meglio stare zitti”, mette in guardia quella costante vocina, simile a un’eco, che ti porti dietro e ti accompagna anche quando lasci il Sauro. Spazi infiniti e argillose montagne. Ricchezza e povertà. Miseria e sottosuolo. Terre perforate e veleni da ingoiare.

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Tempa Rossa