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Torre degli Embrici, la Soprintendenza chiede delocalizzazione del gabbiotto

Dopo la denuncia pubblica dell'omonimo comitato: è un primo passo

Stamane è finalmente giunta la notizia tanto attesa: la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio della Basilicata ha inoltrato una richiesta di delocalizzazione e mitigazione tramite vegetazione del cartello segnalatore e impianto fuori terra (il gabbiotto del metanodotto apposto nei pressi della Masseria Catena a Torre degli Embrici di cui tanto si è discusso nelle ultime settimane) all’azienda realizzatrice. A renderlo noto è il Comitato civico “Torre degli Embrici” che, lo scorso marzo, aveva denunciato pubblicamente lo “scempio” al sito archeologico.

È un primo passo -spiega il comitato-con cui le autorità di competenza, da noi sollecitate da un mese a questa parte, si impegnano a restituire dignità allo straordinario paesaggio di Torre degli Embrici. Nell’attesa delle valutazioni di possibili alternative, ringraziamo la dottoressa Di Gregorio, funzionario archeologo della Soprintendenza con cui il Comitato ha instaurato da più di un anno dei rapporti postivi e che ha mostrato fin da subito sensibilità verso i problemi da noi sollevati. Ringraziamo, inoltre, i membri del comitato che, senza proclami alcuni, ma sporcandosi le scarpe da oltre due anni con varie attività sul campo, e dando vita a ciò che è più importante per una comunità, cioè fare gruppo, stanno ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il degrado che affligge l’area archeologica e i dintorni.

Ringraziamo chi, anche con una semplice condivisione ha fatto sì che la questione del metanodotto risaltasse ancor di più. Ora, -conclude il Comitato- l’obiettivo è che in futuro si possa fare rete tra i vari soggetti interessati per cambiare le sorti di Torre degli Embrici. Vigileremo quindi sui prossimi passaggi di questa vicenda e continueremo a sollecitare nuovi progetti organici di rilancio e sviluppo dell’area. Seguiranno, come sempre, sviluppi e aggiornamenti”.