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Trasporto urbano Potenza, il 23 aprile 4 ore di sciopero

Proclamato dalla Uiltrasporti: ancora nessuna soluzione alle criticità

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A seguito della riunione avuta con il sindaco di Potenza il 15 marzo scorso la Uiltrasporti ha proclamato, dopo gli scioperi effettuati i giorni 8 e 26 marzo scorso, una ulteriore giornata di sciopero di 4 ore per il 23 aprile prossimo.

Le criticità evidenziate dalla Uiltrasporti al sindaco -fa sapere il sindacato in una nota del segretario Antonio Cefola-sono state specifiche a riguardo della mancanza di uno screening epidemiologico sistematico nei confronti dei propri dipendenti, sanificazione straordinaria degli spazi in concessione (impianti meccanizzati, postazioni/gabbiotti, servizi igienici) da parte di un’impresa specializzata, problemi relativi al fondo Priamo e al circuito dei pagamenti degli stipendi ai dipendenti, in quanto gli stessi hanno difficoltà ad accedere a misure private e straordinarie di finanziamento, stipula di apposite di una polizza kasko con riferimento ai nuovi autobus acquistati, giusto inquadramento del personale, turni di lavoro ODE e FTA equi e a rotazione per tutto il personale, manutenzione e sicurezza del parco bus.

Il sindaco-spiega Cefola- avrebbe dovuto convocare subito una riunione con la presenza della società Trotta e la Uiltrasporti per dar corso al tentativo di soluzione delle problematiche evidenziate ed eventualmente giungere a un accordo che potesse revocare lo sciopero. Si è invece preferito convocare una riunione generica con più soggetti lo scorso 8 aprile senza tener conto che la Uiltrasporti non vi poteva partecipare in assenza di conclusion delle procedure messe in atto.

Seguire su una strada che non tiene assolutamente conto dell’ABC dei rapporti sindacali, complica ancor più la già precaria considerazione del Servizio effettuato dalla società Trotta. Se a ciò si aggiunge anche il totale disinteresse della società nel reintegrare un lavoratore nel posto di lavoro a seguito del dispositivo del Giudice del Lavoro del Tribunale di Potenza con cui veniva riconosciuto illecito il licenziamento, siamo in presenza veramente di una situazione degradante al massimo”.

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