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Asili nido: bambini trattati come un prodotto qualunque

A Potenza, una gara che fa ridere e piangere l'Italia civile

Parliamo dell’affidamento in concessione del servizio di asilo nido aziendali negli edifici di proprietà della Regione Basilicata, dell’AOR San Carlo di Potenza e dell’Università degli studi della Basilicata.

Mandereste i vostri bambini in un asilo nido dove paghereste 475 euro di retta e dove i pasti anziché cucinati sul posto giungono sulla tavola veicolati dall’esterno?

Crediamo di no. Almeno per una ragione: ci sono nidi, anche nelle vicinanze delle sedi aziendali dei tre enti, dove la retta è molto più bassa e dove i pasti sono preparati nella cucina dell’asilo a cura di cuochi professionisti e sotto il controllo di personale medico pediatrico.

La gara telematica, i cui termini sono scaduti ieri 27 maggio, è stata affidata alla Stazione Unica Appaltante della Regione Basilicata (Suarb).

Dunque si tratta di tre nidi aziendali: per i dipendenti della sede della Regione Basilicata, per i dipendenti dell’ospedale San Carlo, per i dipendenti dell’Unibas.

Questi dipendenti dovrebbero pagare una retta di 475 euro: prezzo altissimo. L’aggiudicatario dovrebbe garantire la gestione del nido con 475 euro/mese a bambino: prezzo bassissimo, in violazione della norma che obbliga gli enti a stabilire una base d’asta congrua anche in considerazione del costo del lavoro.

Questo paradosso, prezzo alto per le famiglie e nello stesso tempo basso per il gestore, genera molti dubbi sulla validità dell’iniziativa e lascia aperte ombre sulla qualità del servizio.

Sia i megadirettori generali degli enti che hanno commissionato la gara alla Suarb, sia il megadirettore della stessa Stazione Appaltante, hanno probabilmente qualche difficoltà con l’aritmetica. Non esiste asilo nido nell’Italia civile che possa essere gestito e mantenuto con standard di qualità minimi, con meno di 600-700 euro mese per bambino, fatte salve le variazioni in aumento o in diminuzione sulla base di specifiche condizioni. Sfidiamo chiunque a trovarne uno. A Potenza, il prezzo pagato per gli asili comunali affidati in gestione, ammonta a circa 600 euro mese/bambino e la retta a carico delle famiglie raggiunge una soglia massima di 300 euro. La media italiana della retta pagata dalle famiglie è di 303 euro.

Ora, tutti sanno che con quella cifra a base d’asta uscita dal cilindro di chissà chi, non si può mantenere un nido che abbia il personale in regola, né si possono garantire gli altri standard di sicurezza e qualità propri di un servizio così delicato. Nonostante siano in ballo le vite dei bambini e la loro salute qualcuno pensa di cavarsela con quatto soldi insultando la logica e il buon senso.

E dunque esiste un genitore disposto a pagare una retta così alta per avere un servizio così basso? Non sappiamo chi abbia partecipato a quella gara, il dubbio che si tratti delle solite “ditte” senza arte né parte che “ciambottano” sulla pelle dei bambini e dei lavoratori c’è tutto.

Ai megadirettori strapagati, e ai loro riferimenti istituzionali, autori di questa vergogna di livello nazionale, chiediamo di portare in quegli asili i loro figli o i loro nipoti, tanto per rassicurare tutti gli altri.