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Bardi e Cupparo hanno il dovere di rispondere: che ne sarà del Centro Internazionale di Dialettologia?

I cittadini hanno diritto a spiegazioni chiare e inequivocabili. Sulle cose serie non si gioca a nascondino

Sul Centro Internazionale di Dialettologia né il presidente Bardi né l’assessore Cupparo hanno risposto a una domanda fondamentale: quali sono le intenzioni della Regione sul futuro del CID?

Facciamo un passo indietro. Nelle settimane e nei mesi scorsi a Francesco Cupparo sono state poste diverse domande sul CID, domande alle quali non ha mai risposto. Anzi, ad alcune ha risposto a modo suo, senza fare chiarezza, con spiegazioni di comodo. Neanche sulla mozione d’urgenza, presentata il 20 ottobre 2020 dalla minoranza in Consiglio regionale, c’è mai stata una discussione, perché? La domanda la giriamo a Carmine Cicala.

È una tattica nota: il silenzio, per confondere le acque e lasciare in campo dubbi per non fare emergere i fatti e la verità dei fatti. Ma c’è un’altra tattica ancora più utilizzata da certa politica: lasciare che cali l’attenzione sulla vicenda e chiudere la partita.

Non ci stiamo e noi accenderemo i riflettori su questa storia fino a quando non ci sarà una risposta alla domanda ammiraglia di questa vicenda: la Regione intende sostenere la prosecuzione dell’attività del Cid, anche aggiungendo risorse e valorizzandone il prestigioso lavoro?

Ecco, su questa domanda incalzeremo continuamente Francesco Cupparo e il presidente Vito Bardi.

Potremmo essere ottimisti considerato che 8 professori di Università italiane e straniere, tra cui Cambridge, Oxford, Manchester, hanno scritto al presidente della Regione per chiedere di respingere le dimissioni della professoressa Patrizia Del Puente e di aggiungere ulteriori risorse a quelle residue per garantire la prosecuzione delle attività del Centro almeno fino al 2024. La lettera è del 30 aprile 2021, qualche giorno fa. E sarebbe scortese, oltre che dannoso per l’immagine della Basilicata, non dare una risposta chiara e inequivocabile a quelle Università.

Non da meno, il 1 maggio, le Università lucane della Terza Età hanno scritto anche loro a Bardi, chiedendo l’istituzionalizzazione del Centro di dialettologia.

Esiste una Basilicata che comprende il valore della cultura e della ricerca scientifica e che è disposta a battersi affinché quel valore venga riconosciuto e valorizzato. L’esperienza del Centro di Dialettologia ha varcato da tempo i confini della regione diventando il più importante punto di riferimento a livello internazionale nel campo della ricerca e della diffusione della dialettologia. Scusate se è poco.