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Basilicata fanalino di coda per i servizi di orientamento e placement degli Istituti Tecnici Superiori

Summa: “Rafforzare gli strumenti per l’incremento dell’occupazione giovanile, con particolare riguardo alla facilitazione delle transizioni tra sistema dell’istruzione e formazione e mondo del lavoro”

“Rafforzare gli strumenti per l’incremento dell’occupazione giovanile, con particolare riguardo alla facilitazione delle transizioni tra sistema dell’istruzione e formazione e mondo del lavoro”. È quanto chiede al governo regionale il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa. “Appare ormai assodato sulla base delle migliori esperienze internazionali e nazionali – continua Summa – che la combinazione di orientamento, percorsi di integrazione studio/lavoro (come possono essere l’apprendistato di I e III livello, ma anche i tirocini curriculari) e iniziative di placement, rappresenta il mix ideale per fornire ai giovani la dotazione di skills fondamentali per sviluppare il proprio percorso professionale in un mercato del lavoro sempre più incerto. L’obiettivo infatti non dovrebbe essere trovare un qualsiasi lavoro, ma la costruzione di un progetto professionale ed esistenziale che aiuti la persona a gestire le transizioni (anche quelle dolorose, come la perdita del lavoro) e a sviluppare un filo conduttore nella propria identità lavorativa”.

Per questo motivo la Cgil ritiene che a integrazione del target del Programma Garanzia Giovani, che si rivolge ai soli Neet, siano necessarie proposte in grado di offrire “interventi mirati anche ai giovani ancora inseriti in percorsi di studio – aggiunge Summa – Peraltro il loro coinvolgimento risulta cruciale per valorizzare appieno il ruolo che possono svolgere gli interventi di rafforzamento della proposta educativa e i servizi di orientamento e placement in capo alle istituzioni formative, come l’estensione dell’utilizzo del contratto di apprendistato per il raggiungimento della qualifica professionale e del diploma di scuola secondaria superiore, il potenziamento dei servizi di orientamento e placement degli Istituti Tecnico Superiori (ITS), rafforzando le fondazioni come soggetti che possono contribuire all’erogazione di interventi di politica attiva, in raccordo con i Centri per l’impiego e gli altri soggetti autorizzati e/o accreditati ai servizi per il lavoro, l’innalzamento dei livelli di qualificazione della popolazione giovanile, attraverso il rafforzamento della rete pubblico-privata dei servizi deputati alla loro individuazione e al loro coinvolgimento”.

Attualmente (dati Indire maggio 2020), le Fondazioni ITS sono104, di cui una sola in Basilicata nell’ambito dell’efficienza energetica, mentre gli iscritti ai percorsi attivi sono solo 24, il dato più basso in tutta Italia. “Se si tiene conto che le aree tecnologiche con le migliori performance occupazionali – precisa Summa – sono le tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo (86,4%), la mobilità sostenibile (83,6%) e per l’area nuove tecnologie del made in Italy, il sistema meccanica (92,1%) e il sistema moda (86,9%) e che il 40,8% degli occupati ITS è stato assunto con un contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato; tipologia contrattuale più utilizzata nella maggior parte delle aree tecnologiche, è evidente come la Basilicata sia in netto ritardo, presentando un gap che deve assolutamente essere colmato”, conclude Summa.