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Criminalità organizzata Metapontino, Cgil: “Operazione della Dda di Potenza cronaca di una morte annunciata”

"Serve impegno congiunto tra istituzioni, società civile e associazionismo datoriale e sindacale. Si rilanci l’idea di istituire la Dia in Basilicata"

Cgil Basilicata e Cgil Matera considerano il compimento delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Potenza, che ha portato alla vasta operazione di contrasto alla criminalità organizzata nel Metapontino (Policoro, Scanzano Jonico, Colobraro, Valsinni, Bernalda e Tursi), la conclusione di una cronaca di una morte annunciata. In questi anni come organizzazioni sindacali ripetutamente siamo intervenuti per rimarcare l’esistenza di un tessuto socio-economico compromesso da fatti e comportamenti ritorsivi ed estorsivi nei confronti di aziende agricole che denotavano lo sfaldamento degli anticorpi di legalità.

Il numero degli indagati, di cui 12 arrestati, 6 agli arresti domiciliari e 6 con l’obbligo di dimora e le motivazioni di associazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché ai reati di estorsione, incendio, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio ed impiego di denaro di provenienza illecita per milioni e milioni di euro, denotano lo stato di avanzamento organizzativo, il radicamento raggiunto sul territorio e l’invasività nelle attività produttive e in particolare in quelle del settore agricolo e, per questo, destano ulteriore preoccupazione. L’operazione della Direzione distrettuale antimafia conferma anche le nostre preoccupazioni ripetutamente espresse sul Metapontino come terra di collegamento tra le organizzazioni criminali radicate nelle vicine Calabria, Puglia e Abruzzo.

Per queste ragioni, crediamo fermamente che la costruzione nel territorio Metapontino di un tessuto politico, sociale e produttivo improntato sul rispetto della legalità e della trasparenza non può essere esclusivamente un problema di ordine pubblico ma un impegno congiunto tra le istituzioni, la società civile e l’associazionismo datoriale e sindacale che, a partire dalla presa d’atto della gravità della situazione, debbano intensificare azioni e attività finalizzate all’eliminazione di problematiche che perseverano nell’ambito di settori produttivi e sociali. In particolare è necessario intraprendere una lotta più severa al fenomeno del caporalato che, oltre a determinare forme schiavizzanti dei braccianti, condiziona e distorce negativamente lo sviluppo economico e attivare progetti di solidarietà per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti stanziali e temporanei affinché si ponga fine ai disumani insediamenti spontanei e contribuiscano a soddisfare l’esigenza di forza lavoro soprattutto nel settore agricolo.

In tal senso, la Regione Basilicata continua ad avere grosse responsabilità per aver ritardato e/o fermato interventi finalizzati all’organizzazione di un sistema di servizi e della logistica adeguata, insieme agli interventi sul mercato del lavoro finalizzati al contrasto del “caporalato” anche attraverso la regolarizzazione, la stabilizzazione e la contrattualizzazione dei lavoratori, che produrrebbero ricadute positive su un settore strategico qual è l’agricoltura. Proposte che sono state già avanzate e condivise ai tavoli provinciali e regionali per combattere il caporalato attraverso azioni e misure progettuali finalizzate alla creazione di posti letto, all’attivazione dei servizi di trasporto e di uno sportello dedicato del Centro dell’impiego, la realizzazione di un presidio sanitario dedicato dell’Asm nell’area metapontina, affinché il sistema dell’accoglienza in Basilicata e in particolare nel Metapontino, si strutturi adeguatamente per rispondere ai bisogni individuali e supporti l’azione di enti e associazioni.

Le tante inchieste che stanno svelando quanto sia presente e radicata la criminalità organizzata nel nostro territorio regionale, dovrebbero essere da monito per tutte le forze politiche affinché si chieda di istituire una sezione della Dia in Basilicata, oltre ad un’azione di rafforzamento e di coordinamento delle forze dell’ordine. Un territorio il nostro che è molto esposto a fenomeni criminali proprio perché vi è una carenza di presidi di legalità che andrebbero potenzianti su tutto il a partire proprio dalle zone in cui maggiormente c’è una criminalità ben strutturata e organizzata.