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Ddl Zan, un percorso di riflessione con i Giovani di Azione Cattolica

Cenacoli Coolturali per promuovere un confronto autentico in merito a questioni di attualità

Il settore Giovani di Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo ha inaugurato il format dei Cenacoli Coolturali rivolto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con l’obiettivo di promuovere un confronto autentico in merito a questioni di attualità. Il tema dell’identità di genere, che i giovani hanno sentito l’urgenza di trattare in questo momento storico, è stato scelto per dare l’avvio alla prima edizione dell’iniziativa. Durante la progettazione di questo format sono stati coinvolti, insieme all’équipe diocesana, alcuni studenti universitari dell’associazione, per poter avere una visione completa della realtà nella quale vivono. È nato così un percorso formativo strutturato in tre incontri online, pensati per poter entrare con maggiore consapevolezza nel dibattito sull’ultima proposta di legge, nota come DdL Zan, e sul clima culturale che la accompagna.

Senza rischiare di incorrere in polarizzazioni o prese di posizione sterili, cercando però una riflessione critica in un dibattito che sta suscitando notevole interesse nel nostro Paese – spesso con toni troppo aspri – il Settore Giovani ha voluto costruire un percorso di analisi approfondita del DdL Zan, dando la possibilità a tutti i partecipanti di formarsi a fondo sulla questione.

Non una semplice manifestazione, dunque, né un evento singolo. I Giovani dell’Azione Cattolica hanno voluto proporre diversi momenti di confronto e dialogo intenso e sereno, invitando esperti in materia di linguaggio, giurisprudenza e bioetica. In tal modo si è voluta contestualizzare, all’interno di un ampio quadro legislativo, storico e antropologico, la posizione chiaramente espressa anche dalla Nota della Presidenza della CEI del 28 aprile 2021: “in questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative.”

I Giovani hanno potuto così concretizzare questo dialogo, auspicato anche dal Santo Padre Francesco, per condividere uno sguardo di verità e speranza sull’uomo.

Di seguito una breve sintesi del percorso compiuto: All Inclusive – riflessioni sul linguaggio inclusivo Lunedì 17 Maggio Daniele Stancampiano, Phd in filosofia del linguaggio e coordinatore del laboratorio della formazione di Ac della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, ha riflettuto sulla necessità di un linguaggio inclusivo, costruito evitando comode semplificazioni della lingua, cercando invece le modalità per realizzare un dialogo sempre accogliente e teso all’altro, specie se all’interno di posizioni differenti.

Diritto al punto – riflessioni giuridiche sul DdL Zan. Mercoledì 19 Maggio Michele D’Onofrio, praticante avvocato e collaboratore della rivista giuridica “Ius in itinere”, nonché Vice Giovani di Ac dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, ha condotto una lucida e oggettiva analisi del DdL Zan da un punto di vista giuridico, descrivendone qualità e perplessità legislative.

L’uomo al centro – DdL Zan in una prospettiva antropologica. Lunedì 24 Maggio la Dott.ssa Giorgia Brambilla, docente di bioetica e di teologia morale presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, ha posto l’attenzione sulla necessità di riconoscere e accogliere l’essenza individuale prima di volerla definire, rinunciando alla semplificazione egualitaria per valorizzare la ricchezza delle differenze.

La partecipazione attiva di una quarantina di giovani da tutta l’Arcidiocesi, resa evidente attraverso domande e interventi stimolanti, ha mostrato un vivo interesse verso il tema trattato e il desiderio autentico dei nostri giovani di formarsi e informarsi con serietà. L’iniziativa ha trovato ispirazione nelle parole di Vittorio Bachelet, storico presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, che invitava ad “essere, in questa società inquieta e incerta, una forza di speranza e, perciò, una forza positiva capace di costruire nel presente per l’avvenire”.

Con questa prospettiva i giovani desiderano leggere i segni dei tempi, accogliendo le provocazioni del presente e giudicandole alla luce dell’intelligenza della fede, senza sottrarsi alla complessità delle questioni che alimentano il dibattito contemporaneo, ma anzi incoraggiandone una riflessione attenta e critica.

I vice presidenti diocesani Federica Di Roma e Simone Colangelo- L’équipe diocesana del Settore Giovani – Don Donato Cerbasi, assistente diocesano