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Giovanni Gaggia in residenza artistica al Musma

Dal 28 maggio al 4 giugno 2021 l'artista costruirà "Il tempo se ne va"

Il Museo della Scultura Contemporanea di Matera riparte da dove si era fermato, ovvero da una nuova, importante, residenza artistica: dal 28 maggio al 4 giugno 2021 Giovanni Gaggia (Pergola, Pesaro-Urbino, 1977) costruirà Il tempo se ne va, progetto che prenderà le forme di una performance, in programma a luglio 2021. La performance, a sua volta, condurrà alla personale di Gaggia prevista al Musma a ottobre 2021.
Il tempo se ne va è la prosecuzione di un percorso iniziato dall’artista con la cooperativa Synchronos, gestore del Musma, nel 2020, attraverso il laboratorio Cimplex Apartment, svoltosi con gli alunni dell’indirizzo Audiovisivo e multimediale del Liceo Artistico di Acquaviva delle Fonti, durante il primo lockdown, all’interno di un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro. L’artista, con i curatori Tommaso Evangelista e Simona Spinella, ha seguito i ragazzi in diversi incontri da remoto, arrivando a costruire un vero e proprio “condominio virtuale”. “Quando è partito il primo streaming”, ha raccontato Gaggia in un’intervista a Evangelista su Espoarte, “lo schermo del computer mi è apparso come un condominio e gli studenti, mano mano che si collegavano, sembrava come se aprissero le finestre delle loro camere. Ho pensato che quello fosse l’istante che andava analizzato. Un determinato spazio e la necessità di guardare fuori da esso”.

Uno degli scatti realizzati dagli alunni durante il laboratorio è entrato a far parte dell’opera donata da Gaggia come foto simbolo della XVI Giornata del Contemporaneo del Musma, quando Amaci, diversamente rispetto agli anni passati, ha chiesto a ogni museo della sua rete di scegliere un artista per la realizzazione dell’immagine guida del 2020.

Il tempo se ne va, titolo tratto dal testo di Adriano Celentano e scelto dall’artista perché particolarmente in linea con questo momento storico è dunque la prosecuzione di un cammino iniziato da tempo da Giovanni Gaggia insieme alla cooperativa Synchronos.
Dal 28 maggio 2021 il Musma diventerà lo studio dell’artista, il quale, durante i giorni di residenza, progetterà con il danzatore Paolo Rosini, la performance in programma a luglio: un’azione di danza contemporanea con la collaborazione della comunità materana e il prezioso contributo del designer Fabrizio Bonvicini.

La riflessione sul tempo, sulla memoria, sul corpo e sulla sua interazione nello spazio condiviso, punti cardine della ricerca artistica di Gaggia, caratterizzeranno anche la costruzione e la realizzazione de Il tempo se ne va.  I musei, secondo l’artista, devono acquisire una nuova veste, una sorta di cambio di destinazione d’uso, come a divenire nuovi spazi vitali e pulsanti. Linea pienamente condivisa dalla cooperativa Synchronos, che ormai da tempo, nella sua gestione museale, mira alla realizzazione di un museo “fluido”, aperto alle connessioni e al dialogo con la comunità, un museo come “spazio sociale”, in cui il visitatore sperimenta e percepisce una riconfigurazione del linguaggio espositivo.

Giovanni Gaggia nasce a Pergola (1977) dove vive e lavora. Nel 2008 fonda Casa Sponge luogo di accoglienza e rifugio di artisti. Nel 2016 pubblica il libro “Inventarium”, presentato in molte istituzioni italiane.
Ha partecipato a mostre personali, collettive, progetti di residenza e conferenze su tematiche sociali e politiche. Le sue performance sono state presentate in teatri, gallerie e festival. Nel 2019 apre con una performance il padiglione di Beverly Pepper, collaterale della 58ª Biennale di Venezia. Nel 2020 inizia con il Musma Museo della Scultura Contemporanea di Matera il laboratorio Complex apartment, per lo stesso museo realizzerà l’opera “Stanze complesse” immagine scelta per la XVI giornata del contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Una della quattro cover di Espoarte 110 per festeggiare i vent’anni della rivista è a lui dedicata. Dal 2021 il Museo Tattile Statale Omero di Ancona ospita in permanenza un suo progetto a più voci dal titolo Quello che doveva accadere: ovvero l’arte come memoria civile.

É in uscita per la collana Effusioni di Gusto, Maretti editore Chef Mauro Uliassi incontra/meets Giovanni Gaggia.