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Il Presidente Bardi continua a offendere il lavoro degli operatori dello spettacolo

Operatori pronti a intraprendere azioni legali nei confronti della Regione

Ancora una denuncia dall’Assemblea Permanente Spettacolo degli operatori di Basilicata, riunita questa mattina al Teatro Guerrieri di Matera. Durante l’incontro si è discusso anche dell’approvazione, avvenuta nei giorni scorsi, da parte del Dipartimento Politiche di Sviluppo della Regione Basilicata, di un nuovo Avviso Pubblico contenente misure straordinarie di sostegno alle attività ferme. Destinatarie del bando sono quelle categorie che hanno avuto maggiori ricadute negative causate dalla pandemia da Covid-19 e che non hanno potuto esercitare con continuità la propria attività. Ancora una volta, però, restano escluse le organizzazioni culturali.

L’Avviso -si legge in una nota dell’Assemblea permanente Spettacol- rimanda a decreti nazionali per il rilancio di tutti i settori (compresi quello culturale e dello spettacolo) e norme europee che agevolano investimenti in crescita e occupazione e che hanno da sempre un punto cardine proprio nel welfare culturale. Nel primo articolo del provvedimento si dichiara la volontà di sostenere gli operatori, intesi come PMI, liberi professionisti e associazioni. Si ribadisce: associazioni. L’articolo continua con un riferimento alle categorie che ad oggi sono in grossa difficoltà finanziaria, categorie definite meglio all’interno del secondo articolo del documento, che richiama il Regolamento Europeo alla base di molti degli Avvisi emanati negli ultimi anni: il Reg. EU n. 651/2014. Questo Regolamento, nel suo Allegato I, fa rientrare nella definizione di impresa anche le associazioni.

Nonostante questo, la Giunta è stata in grado di elaborare un provvedimento che presenta tre criticità: esclude in modo dichiarato le Associazioni (fatta eccezione per le Associazioni Sportive Dilettantistiche, a cui è giusto riconoscere un contributo per l’emergenza), andando in palese contraddizione con il Reg. EU 651/2014;  richiama una serie di parametri specifici, ma poi introduce delle eccezioni incomprensibili (in pratica esclude le organizzazioni della cultura); ripropone lo stesso identico problema che la Regione causò con l’Avviso Pubblico di giugno 2020, in quel caso escludendo anche le ASD (poi considerate in un provvedimento ad hoc, provvedimento invece mai arrivato per il settore culturale).

Quest’ultimo atto della Giunta appare ancora più grave alla luce dei tagli operati e degli azzeramenti di capitoli già stanziati per il settore e dei mancati ristori causa Covid per gli operatori e i lavoratori dello spettacolo e della cultura.

E l’attivismo del settore degli ultimi mesi, in particolare delle ultime settimane fatte di comunicati, video, lettere aperte al Presidente Bardi e ad altri componenti del Consiglio, al Presidente Mattarella, al Ministro Franceschini, al Sottosegretario alla Cultura Borgonzoni, i comunicati giunti dalle Associazioni di categoria, dai Sindacati e la solidarietà dei cittadini equivalgono a zero per la Giunta Bardi – primo responsabile di questa situazione come attuale titolare della delega alla Cultura in Regione – che approva un Avviso del genere stanziando circa 10 milioni di Euro, con riserva di destinare ulteriori risorse (l’auspicio è che aumentino, ma davvero per ogni categoria).

Tutto giusto, -conclude la nota- ma manca un pezzo importante: la cultura. In questo modo si continua a offendere il lavoro delle organizzazioni e degli operatori del settore. Per quanto già gravemente accaduto con l’Avviso Pubblico di giugno 2020, per i tagli e gli azzeramenti operati sullo spettacolo dal vivo e per quest’ultimo atto inaccettabile, gli operatori denunceranno agli Organi competenti l’operato insano della Regione Basilicata.